L’AQUILA – “Solo il sindaco, attraverso un’ordinanza supportata da dati scientifici, può bloccare la realizzazione dell’impianto a biomasse all’Aquila”.

È questa l’unica soluzione che secondo l’assessore regionale Gianfranco Giuliante consentirebbe di bloccare l’iter della centrale che dovrebbe vedere la luce nel nucleo industriale di Monticchio-Bazzano. Impianto che qualche giorno fa ha ottentuo la proroga per due anni da parte della Regione per i lavori.

Ieri si è tenuta l’ennesima riunione del fronte del no, nel centro civico di Paganica. Associazioni, comitati, ma anche politici e rappresentanti di quelle istituzioni che nel 2010 diedero l’ok alla Futuris aquilana per costruire la centrale alimentata a biomasse vergini.

La speranza degli oppositori è legata al ricorso al Tribunale amministrativo regionale che dovrà essere discusso il prossimo 6 novembre, giorno in cui terminerà la raccolta firme arrivata già a 2.700 sottoscrizioni.

Per Giuliante, dal ricorso non si potrà ottenere molto. “Credo che una procedura buroctatica come quella seguita dall’azienda che gestirà l’impianto, che ha tutte le carte in regola, non può essere scardinata da un punto vista giuridico”, spiega.

Bocciata anche l’interrogazione alla Giunta regionale proposta dal consigliere regionale di Rifondazione comunista, Maurizio Acerbo: “è un palliativo”. È il Comune, in particolare il primo cittadino, il solo a poter far qualcosa.

“In questi mesi – spiega Giuliante – sono stati condotti alcuni studi all’Aquila che hanno sottolineato l’impatto negativo che l’impianto avrebbe in una città in cui ci sono già molti fattori che mettono a rischio la salute dei cittadini: cantieri aperti che trattano macerie spesso con amianto, polveri sottili che si sprigionano nell’aria. Il punto è che l’mpianto che si vorrebbe realizzare ha le carte in regola, ma nel caso specifico dell’Aquila verrebbe a sommarsi a una situazione che complessivamente è anomala rispetto al resto d’Italia”.

Ad emergere sempre di più in questa vicenda, e in particolare nel corso dell’incontro di ieri, la condizione contraddittora degli enti coinvolti, come Comune e Provincia, anche loro presenti alla conferenza di servizi che tre anni fa diede parere positivo all’impianto e che oggi si schierano a favore di comitati.

A tal proposito, lo stesso Giuliante ha ieri tirato fuori un documento che risale a luglio scorso con il quale il Comune dava la conferma dell’approvazione del parere espresso nel 2010 alla Regione. Stessa lettera inviata anche alla Provincia che, come ha spiegato l’assessore procinciale Guido Liris ad Abruzzoweb, ha dato lo stesso parere suggerendo però all’ente regionale di rivedere la questione.

Liris ha presenziato alla conferenza di ieri insieme all’assessore comunale Alfredo Moroni, il consigliere comunale Ettore Di Cesare e quello provinciale Pierpaolo Pietrucci.

A promuoverla, Patrizia Richi e Roberto Romanelli del comitato “No biomasse”.