L’AQUILA – Scatta l’ora delle prime verità giudiziarie nel procedimento su una delle tragedie all’Aquila che più di di tutte ha sconvolto il cuore della gente: la morte del piccolo Tommaso D’Agostino travolto e ucciso da una macchina il 18 maggio dello scorso anno mentre stava giocando davanti all’ingresso della scuola dell’infanzia I maggio in via Salaria Antica est.
Questa mattina, infatti, è prevista davanti al gup Guendalina Buccella l’udienza preliminare nella quale compariranno i quattro imputati accusati a vario titolo di avere provocato la tragedia per la quale il sindaco proclamò lutto cittadino per il 19 maggio 2022.
L’unica cosa certa è che il legale Francesco Valentini chiederà il rito abbreviato per la sua assistita, la 39enne bulgara Zhorova Radostina Balabanova che era alla guida della macchina: sarebbe accusata di aver parcheggiato l’auto, una Passat, senza mettere il freno a mano e, scesa dal veicolo per riprendere da scuola i due figli gemelli, ha lasciato solo a bordo il terzo figlio di 11 anni; questi, secondo il Pm Stefano Gallo, avrebbe manovrato la leva del cambio facendo muovere in discesa la macchina che poi ha ucciso il bimbo di 4 anni e ha ferito altri piccoli che erano a giocare con lui. Secondo i periti la macchina stava marciando a 27 chilometri orari.
La richiesta di rito abbreviato contempla un processo solo sulla sorta degli atti con lo sconto di pena di un terzo in caso di condanna. I reati contestati sono omicidio stradale, lesioni con alcune aggravanti come aver commesso il delitto in danno di minorenni e nelle adiacenze di una scuola, oltre a violazioni del Codice della strada. La pena prevista va da due a sette anni.
La parte civile citerà forse le assicurazioni per vedersi pagare i danni, cosa che non riporta in vita il piccolo ma che è un atto di giustizia che aiuta a lenire il dolore indelebile.
Compariranno anche Monia Lai, aquilana di 48 anni, dirigente scolastica della struttura per l’Infanzia; Bruno Martini, aquilano di 60 anni, responsabile del servizio prevenzione dell’istituto comprensivo Mazzini di cui fa parte la scuola dell’infanzia di Pile, e Antonello Giampaolini, anche lui aquilano di 60 anni, responsabile del settore edilizia scolastica del Comune dell’Aquila e direttore dei lavori nell’appalto del complesso scolastico. Costoro seguiranno, invece, il rito ordinario. Sarà poi il gup a definire l’iter della udienza,
Questi ultimi tre imputati sono difesi dagli avvocati Mauro Ceci, Luisa Leopardi, Massimo Carosi ed Antonella Pellegrini.
Tutti sarebbero accusati in concorso, pur nella differenza dei loro ruoli, di omicidio stradale avendo omesso, con accuse tutte da provare, una valutazione dei rischi e ignorando misure di prevenzione, non disponendo una segnaletica con divieti di circolazione o una rete di recinzione robusta o un muretto che resistessero a quel tipo di impatto. L’immobile della scuola dell’infanzia di Pile (istituto comprensivo Mazzini), è stato chiuso per essere ricostruito: è risalente a prima degli anni ’80 ed è di proprietà del Comune dell’Aquila.






