L’AQUILA – Il ponte Belvedere dell’Aquila, chiuso al traffico dal terremoto del 6 aprile 2009, sarà presto riqualificato con un recupero strutturale e valorizzato con un nuovo impianto di illuminazione dal basso. 

Ad annunciarlo il sindaco del capoluogo, Massimo Cialente, che esclude definitivamente l’ipotesi della costruzione di un nuovo viadotto ultramoderno e hi tech, avanzata dall’assessore alla Ricostruzione Pietro Di Stefano e di cui si è discusso in questi mesi.

Cialente dopo l’impasse degli ultimi mesi ha firmato infatti qualche giorno fa l’accordo con il dipartimento di Ingegneria civile Edile Architettura e Ambientale dell’Università del capoluogo che si è occupato dello studio di fattibilità, pronto da tempo.

“Il progetto dovrà ora passare in Giunta in tempi brevi e poi dovranno chiaramente essere appaltati i lavori – spiega il sindaco – Oltre al recupero strutturale abbiamo in mente anche un alleggerimento estetico della ponte, che è troppo pesante e copre in larga parte la bellissima visuale sulla vallata e sul Gran Sasso”.

Una spesa di circa 1.2 milioni di euro per il recupero del viadotto, a fronte dei 4 milioni previsti per la costruzione di un ponte nuovo che avrebbe tuttavia richiesto, oltre al recupero di altre risorse, anche una nuova progettazione.

La cifra stanziata è ricompresa nel piano triennale delle opere pubbliche 2015-2017, stilato dalla dirigente del settore Ricostruzione pubblica e patrimonio Enrica De Paulis.

Nel progetto sarà inserita anche una tipologia di illuminazione dal basso per la valorizzazione con un effetto luce-ombra delle pile del ponte, come spiega il professor Dante Galeota che ha diretto lo studio di fattibilità dell’ateneo: “Stiamo studiando un’illuminazione che dia tridimensionalità e che lo valorizzi, quasi sicuramente con delle luci neutre. Ora che c’è la firma stiamo definendo gli ultimi dettagli del progetto che prevede anche la sostituzione delle attuali ringhiere con pannelli trasparenti in plexiglas. Lo consegneremo entro un mese”. 

L’opera prevista dal progetto dell’ateneo prevede il sollevamento della campata centrale con dei martinetti idraulici per poter sostituire gli apparecchi d’appoggio.

“I lavori potranno essere conclusi in 5 mesi dall’avvio – prosegue Galeota – Nel progetto abbiamo incluso anche dei canali di scolo delle acque piovane che passeranno lateralmente al ponte. L’acqua ha corroso molto il ponte in questi anni, annerendolo in molti punti”.

Naufraga definitivamente l’ipotesi dell’assessore Di Stefano di un ponte avveniristico, in sostituzione del vecchio, condivisa anche dall’assessore alle Opere pubbliche Maurizio Capri

“Avrei preferito anch’io un viadotto ultramoderno, ma appoggio anche la scelta del sindaco – afferma Capri – Bisogna fare i conti anche con le risorse disponibili per realizzare un nuovo ponte e reperirle avrebbe richiesto tempi più lunghi, mentre la città ha un bisogno immediato di riaprire  un’arteria importantissima per il centro storico”.

“È anche vero, tuttavia, che abbiamo perso un’occasione per ridisegnare la città in modo diverso – conclude – L’idea di ripristinare il vecchio è l’indirizzo della Giunta, ma in ogni caso il progetto dovrà passare per il vaglio di Giunta e Consiglio”.