L’AQUILA – Murature precedenti alla data convenzionale di fondazione del capoluogo, il 1254, un sacello-colatoio risalente al 17esimo secolo, i resti di una bottega per la produzione di ceramica e una miriade di altri reperti. 

Tutti tesori inediti, riemersi tra le antiche mura del monastero di Santa Chiara, in Borgo Rivera, all’Aquila, nel corso degli scavi post sisma portati avanti attraverso la collaborazione fra la committenza dei frati Cappuccini che fino al 2009 hanno abitato il convento, la direzione dei lavori affidata all’architetto Stefano Vittorini e all’ingegnere Salvatore Perinetti, l’impresa Taddei e, sotto la direzione scientifica del professore Fabio Redi e in collaborazione con la Soprintendenza archelogica, dalle archeologhe Tania Di Pietro e Luigina Meloni.

Scoperte sensazionali per la città, che rientrano a pieno titolo nell’ambito della missione del Fondo Ambiente Italiano (Fai) che, per il 21 e 22 marzo prossimi, organizza la nuova edizione delle “Giornate di primavera”.

È da 23 anni che, infatti, il Fai si impegna per aprire la bella stagione organizzando eventi che, volti alla conoscenza e alla riscoperta dei tesori storici ed artistici del patrimonio culturale nazionale, permettano sia ai turisti che ai semplici cittadini di conoscere il proprio paese.

Un impegno di particolare attualità soprattutto nell’aquilano dove, a seguito del terremoto del 2009, l’associazione opera anche con l’obiettivo di ricostruire culturalmente e storicamente tutto ciò che il sisma ha distrutto in pochi secondi. 

“Ritengo che il Fai sia una delle migliori espressioni di cittadinanza attiva in tutta Italia – ha in tal senso dichiarato nel corso della conferenza stampa di presentazione dell’evento l’assessore alla Cultura del Comune dell’Aquila, Betty Leone –  e le stesse Giornate di primavera costituiscono per L’Aquila un’iniziativa per poter continuare ad affermare che un territorio ferito può davvero rinascere”.

La chiesa di San Massimo d’Aveia, a Opi, il bosco di San Valentino, a Picenze di Barisciano e la chiesa e il convento di San Francesco d’Assisi, a Castelvecchio Subequo e il campo di prigionia 78, nella frazione sulmonese di Fonte d’Amore. Questi, oltre al convento di Santa Chiara, i monumenti freschi di ristrutturazione, scelti quest’anno nell’aquilano dalla delegazione provinciale del Fai per le Giornate di primavera.

Un viaggio alla riscoperta del patrimonio culturale locale, le cui destinazioni saranno proprio alcuni dei tesori più nascosti e caratteristici del territorio e che, per quest’anno, andranno addirittura in onda sulle reti nazionali.

“Ho contattato personalmente Rai 3 perchè inviasse una troupe per le riprese dei siti archeologici nel corso della manifestazione – ha infatti spiegato il capo delegazione del fai L’Aquila, Enza Turco – Nel prossimo weekend si inizierà con Castelvecchio Subequo. Quando poi il tempo lo permetterà, ci occuperemo anche degli altri monumenti scelti quest’a edizione delle Guiornate di primavera”.

Presenti alla conferenza stampa, tra le diverse istituzioni, anche Francesco Di Paolo, sindaco del Comune di Barisciano, Pietro Salutari, sindaco di Castelvecchio Subequo e alcune delle personalità che si sono occupate della gestione dei lavori di ristrutturazione dei siti. Tra questi, per il convento di Santa Chiara, anche lo stesso Fabio Redi, il docente dell’Università degli studi dell’Aquila che,in collaborazione della Soprindentenza archeologica, ha dato il suo contributo per quanto riguarda la direzione scientifica degli scavi.

“Le scoperte importanti si fanno anche grazie al lavoro sinergico – ha dichiarato quest’ultimo – Un lavoro sinergico che ci ha permesso di scovare veri e propri tesori di pietra grazie cui poter conoscere, sensibilizzare e, quindi, far parlare”.

Indicativo in questo senso anche e soprattutto il coinvolgimento giovanile all’iniziativa delle Giornate di primavera. Il Fai, infatti, si avvale da anni del contributo dei più illustri esperti storici con l’intento di permettere ai giovani di conoscere i tesori inesplorati della città e, quindi, di porre le basi per una ricostruzione culturale del tessuto sociale. Proprio per questo, saranno proprio le scolaresche ad essere ancora una volta le protagoniste indiscusse dell’evento in quanto, formate attraverso percorsi ad hoc coordinati dalla responsabile del Fai scuola Linda Ciammola, avranno la possibilità di fare da guide turistiche e da ‘ciceroni’ a tutti i turisti attesi nel corso del weekend.

“E’ importante che ci si dedichi al mondo giovanile – ha aggiunto in tal senso il primo cittadino di Castelvecchio Subequo – perchè rappresenta la cassa di risonanza attraverso cui permettere alle generazioni future di conoscere a fondo tutto ciò che il nostro territorio può offrire”.