L’AQUILA – Si svolgeranno lunedì dal gip Romano Gargarella gli interrogatori di garanzia dei tre funzionari in servizio presso il tribunale di Sorveglianza e la Corte d’Appello dell’Aquila.

I tre sono accusati di rivelazione di segreti d’ufficio, abuso d’ufficio, truffa, falso, accesso abusivo a sistemi informatici.

Ai domiciliari sono infatti finiti Luigina Oddi, 39 anni, di Avezzano (L’Aquila) e Augusto De Paulis, 59, dell’Aquila, entrambi in servizio al Tribunale di sorveglianza del capoluogo, e Paolo Di Benedetto, 40, di Sulmona (L’Aquila), esponente del Coordinamento interdistrettuale per i sistemi informativi automatizzati (Cisia) abruzzese in servizio presso la Corte d’Appello dell’Aquila.

Dalle carte dell’inchiesta emergono gravi Illeciti, favoritismi nei confronti di pregiudicati, in particolare Rom della Marsica, tesi alla concessione di permessi anche con la comunicazione di informazioni coperte da segreto, e falsi in atti pubblici per coprire un diffuso fenomeno di assenteismo e tentativo di favorire una candidata all’esame di avvocato.

Proprio da un’indagine del Nucleo di Polizia tributaria della Guardia di Finanza dell’Aquila, relativa alle ‘relazioni pericolose’ esistenti tra alcuni degli indagati e pregiudicati di etnia Rom marsicani sono partite le indagini che hanno portato all’emissione delle misure cautelari firmate dal procuratore capo della Repubblica, Alfredo Rossini, e dal sostituto Stefano Gallo.