L’AQUILA – I rapporti stretti esistenti tra alcuni degli arrestati ed esponenti delle famiglie rom di Avezzano (L’Aquila) ha dato il via all’indagine che, nel corso dei mesi, si è sviluppata portando all’arresto, operato dai finanzieri del Nucleo di Polizia tributaria, di tre funzionari del tribunale dell’Aquila.

Ai domiciliari sono finiti Luigina Oddi, 39 anni, di Avezzano (L’Aquila); Paolo Di Benedetto, 40, di Sulmona (L’Aquila); Augusto De Paulis, 59, dell’Aquila.

“Stretto rapporto di compiacenza che uno dei cancellieri del Tribunale di Sorveglianza dell’Aquila intrattenuti con pregiudicati marsicani” è scritto nella nota della Procura dell’Aquila, in riferimento ai comportamenti della Oddi; l’attività illecita a favore dei rom era tesa alla concessione di permessi anche con la comunicazione di informazioni coperte da segreto.

L’attività investigativa si è poi articolata su filoni connessi ma differenti, che ha portato alla scoperta di altre attività illecite: gli altri capi d’imputazione riguardano, invece, falsi in atti pubblici per coprire un diffuso fenomeno di assenteismo e tentativo di favorire una candidata all’esame di avvocato.

Secondo quanto appreso da fonti investigative il quadro delle indagini sarebbe ormai completo e sembrerebbero da escludere, almeno in questa fase, ulteiori sviluppi.

Le misure sono state firmate dal procuratore capo della Repubblica, Alfredo Rossini, e dal sostituto Stefano Gallo.

La Oddi e De Paulis svolgono servizio al Tribunale di sorveglianza del capoluogo, mentre Di Benedetto è un esponente del Coordinamento interdistrettuale per i sistemi informativi automatizzati (Cisia) abruzzese in servizio presso la Corte d’Appello dell’Aquila.