L’AQUILA – Si accende la polemica sulla questione delle aree bianche del Comune dell’Aquila.
Dopo l’attacco di ieri dell’assessore regionale all’Urbanistica Gianfranco Giuliante, che ha puntato il dito contro il dirigente della Regione Francesco D’Ascanio, commissario ad acta nominato dal Tar per la normazione delle aree, responsabile, a suo dire “di aver concentrato su di sé troppi poteri in materia” e di trovarsi nella condizione di “conflitto d’interesse” poiché alcune schede relative ai Prusst delle aree bianche sono in capo allo studio tecnico privato dell’architetto, c’è la risposta dell’assessore comunale all’Urbanistica Roberto Riga.
“Da diverso tempo il Comune dell’Aquila è impegnato nel delicato processo di normazione delle cosiddette aree bianche o a vincolo decaduto”, ha affermato Riga in una nota.
Normazione che, aggiunge l’assessore “riguarderà l’intero territorio comunale, senza prevedere corsie preferenziali di sorta, diversamente da quanto affermato da Giuliante, che dovrebbe invece ricordare le numerose varianti di Piano regolatore adottate dalla precedente amministrazione; un esempio per tutti quella concernente il complesso della ex Sercom che, dopo anni di abbandono, l’amministrazione di Massimo Cialente sta recuperando mediante un processo di riacquisizione nel patrimonio dell’ente locale”.
“Da ultimo e sempre a tale proposito – ha proseguito Riga – mi preme ricordare la vicenda relativa alla complessa variante denominata Acquasanta-Collemaggio, sonoramente bocciata da un recente pronunciamento del Consiglio di Stato, per la cui riapprovazione la Giunta Cialente sta ugualmente operando”.
GIULIANTE: ”D’ASCANIO VA RIMOSSO”
“Va inviato ad altro incarico il dirigente all’Urbanistica della Regione Abruzzo, Francesco D’Ascanio”.
A chiederlo è l’assessore regionale Gianfranco Giuliante il quale solleverà il problema in occasione della prossima riunione di giunta.
Secondo Giuliante in capo all’architetto vi sarebbe un conflitto di interessi tra portatore di interessi (visto che alcune schede Prusst farebbero riferimento allo studio tecnico di D’Ascanio) e soggetto decisore.
“Se sommiamo i Prusst alle aree bianche (per cui lo stesso è stato nominato in più procedimenti commissario ad acta dal Tar), all’Adsu (di cui è stato riconfermato presidente la scorsa settimana), mai nella storia dell’Aquila c’è stata una tale concentrazione su un solo o pochi soggetti a disegnare il quadro urbanistico della città – dice Giuliante – È un problema che va affrontato: bisogna elidere i conflitti di interessi”.
“La somma aritmetica che i Prust e le aree bianche possono esprimere in termini urbanistici – ha continuato Giuliante – arriva a circa 8 milioni di metri quadri per questa città”.
“Per quanto riguarda il discorso di figure per le quali è necessaria la terzietà faccio riferimento ad una richiesta che noi abbiamo portato avanti secondo la quale la Valutazione di impatto strategico di alcune opere non può vedere coincidere i diversi soggetti o autorità che in qualche misura, nel caso specifico dell’Aquila e nelle diverse occasioni, sono coincise. Questo significherebbe denegare quelle che sono le indicazioni dell’Unione Europea, delle leggi italiane e anche delle sentenze del Consiglio di Stato”.
“Il comune dell’Aquila – ha aggiunto Giuliante – si sta rendendo protagonista in negativo di una delle battaglia che invece per tradizione avrebbe l’obbligo di combattere nei confronti di questa città. Esiste in diritto amministrativo il silenzio assenso e il silenzio del Comune e la non volontà di intervenire in queste circostanze dotandosi di strumenti o rilevando propri diritti come quello di istruire queste pratiche sta facendo si che all’Aquila ci sia il dramma che stiamo vivendo con le Aree bianche e a breve anche con i PruSst”.
LA NOTA DI RIGA: ”POLEMICA STERILE E DANNOSA”
È certamente noto che da diverso tempo il Comune dell’Aquila è impegnato nel delicato processo di normazione delle cosiddette aree bianche o a vincolo decaduto.
E infatti già nel mese di gennaio 2009 il Consiglio comunale ha adottato le linee di indirizzo da seguire in tal senso, sulla scorta delle quali si sarebbe dovuti giungere alla definitiva normazione di tali aree entro breve termine.
Tale procedimento, che ha inevitabilmente subito il condizionamento dovuto al sisma dell’aprile 2009, giungerà comunque a conclusione a stretto giro, all’esito della definitiva adozione del relativo atto deliberativo, peraltro già predisposto, da parte dello stesso Consiglio.
Alla luce di quanto precede, non si comprendono le ragioni per le quali l’assessore Giuliante ponga soltanto adesso la questione relativa alla normazione delle aree bianche atteso che, come già sottolineato, il Comune sta provvedendo già da tempo e dal momento che il problema, originatosi sin dall’anno 1984, poteva essere affrontato molto prima dalla precedente amministrazione, guidata per ben nove anni dallo schieramento politico al quale l’assessore Giuliante fa riferimento.
Giova inoltre sottolineare che la normazione di cui sopra riguarderà l’intero territorio comunale, senza prevedere corsie preferenziali di sorta, diversamente da quanto affermato in tal senso dallo stesso Giuliante, che dovrebbe invece ricordare le numerose varianti di Piano Regolatore adottate dalla Sua amministrazione; un esempio per tutti quella concernente il complesso della ex Sercom che, dopo anni di abbandono, l’amministrazione Cialente sta recuperando mediante un processo di riacquisizione nel patrimonio dell’ente locale.
Da ultimo e sempre a tale proposito, mi preme ricordare la vicenda relativa alla complessa variante denominata Acquasanta-Collemaggio, parimenti adottata dalla precedente amministrazione e sonoramente bocciata da un recente pronunciamento del Consiglio di Stato, per la cui riapprovazione la Giunta Cialente sta ugualmente operando.
Voglio pertanto rammentare all’assessore Giuliante che la polemica sterile e finalizzata esclusivamente a esacerbare gli animi non è in alcun modo di aiuto al già delicato e complesso percorso della ricostruzione cittadina.



