L’AQUILA – Verrà inaugurata questa mattina all’Aquila, alle 10, in via Generale Francesco Rossi, alle spalle del Gssi, la prima casa dedicata alle adozioni e agli affidamenti dei bambini.
L’edificio, di proprietà del Comune, rientra tra quelli aquisiti con i contributi per l’abitazione equivalente.
Saranno presenti al taglio del nastro, il sindaco dell’Aquila, Pierluigi Biondi, l’assessore alle Politiche sociali, Francesco Bingotti e gli operatori del settore Politiche per il benessere della persona.
“Finalmente siamo riusciti a dedicare a un tema così delicato uno spazio riservato anche fisico – è il commento di Bignotti sentito da AbruzzoWeb – fino ad ora per preparare le famiglia a questa forma di genitorialità così importante e a volte anche così sofferta, non avevamo luoghi idonei ma dovevamo appoggiarci in sedi diverse”.
“Reputo molto importante questo traguardo – spiega – per un settore che dà lustro a tutto l’Abruzzo. Per quanto concerne gli affidamenti e le adozioni L’Aquila è infatti capofila con circa 20 genitori per ogni corso, tanto che la Regione ci ha scelto per fare formazione alle altre equipe distrettuali”.
In questa sede, si svolgeranno corsi per le coppie, incontri protetti con i bambini che precedono poi l’affidamento e l’adozione, la formazione per le persone che vengono coinvolte a livello professionale,
“È molto più facile avere naturalmente un figlio e allargare la famiglia. Questi bambini, che aspettano il calore e l’amore di una famiglia, sono figli di cuore, voluti più di ogni altra cosa, Qui non insegna alla coppia a fare i genitori, ma si prendono per mano e si conducono verso la formazione di questo nuovo nucleo familiare, grazie alla grande professionalità di tute le prsone che ci lavorano”.
“L’aggettivo adottivo non va applicato né al genitore, né al figlio, ma esclusivamente alla nascita, cioè al modo di incontrarsi. Non è una sottigliezza linguistica questa: è la condizione necessaria a far sì che il genitore si assuma fino in fondo la propria responsabilità”, conclude l’assessore.
I bambini che all’Aquila in questo momento aspettano di poter essere accolti in una famiglia e crescere con amore sono sia italiani che stranieri.



