L’AQUILA – Un nuovo spazio culturale e aggregativo nasce alle porte del centro storico all’Aquila.

È la Casa della fotografia, un luogo per gli appassionati dell’arte delle istantanee, e non solo. Un luogo dove incontrarsi, per fare formazione e informazione, per scambiarsi idee sul valore della fotografia.

Una “casa”, in una città dove il concetto stesso di “casa” è stato sconquassato e scalfito dal terremoto di quasi quattro anni fa.

A gestirlo, un gruppo di fotografi che ha voluto “fare qualcosa che prima non c’era all’Aquila”, spiega Antonio Di Cecco, membro dell’associazione “Segni”, nata prima del terremoto ma che fino a ora non ha mai avuto una sede fisica.

Insieme a lui ci sono anche Claudio Cerasoli, Marco D’Antonio e Fabrizio Colagrande, tutti accomunati dalla stessa passione per l’obiettivo.

L’apertura ufficiale avverrà domani in concomitanza con l’inaugurazione della mostra dal titolo “Vorrei tra le mie mani il tuo viso, che è terra (come la terra)” dell’abruzzese Daniele Cinciripini, in esposizione fino all’8 gennaio.

“In realtà – spiega Di Cecco – l’apertura ufficiosa della Casa della fotografia c’è stata ad agosto, durante la Perdonanza, ma non abbiamo mai organizzato nessun evento. Da domani, invece, si inizia ufficialmente”.

All’interno di questo spazio, che si trova in viale Collemaggio 10, ci sono una camera oscura, una biblioteca con sala studio e un’aula didattica.

“In questi spazi si svolgeranno le attività in programma – prosegue – come presentazioni di libri e corsi sulla fotografia, base e avanzati, che inizieranno a gennaio 2013. La camera oscura potrà anche essere affittata da coloro che avranno bisogno di realizzare stampe”.

La mostra di domani, che darà il via al ciclo delle esposizioni della Casa della Fotografia, è un racconto per immagini realizzato sul Gran Sasso da Cinciripini da cui emerge il legame tra l’autore e il territorio abruzzese.

L’accesso alla Casa sarà possibile attraverso un tesseramento di validità annuale, che permette di partecipare a tutte le iniziative gratuitamente, mentre i corsi saranno a pagamento.

CHI E’ DANIELE CINCIRIPINI

Nato a San Benedetto del Tronto, fin da giovanissimo si appassiona di fotografia bianco e nero.

Scopre le Antiche Tecniche attraverso il Gruppo Rodolfo Namias di Parma, rimanendone affascinato tanto da farne parte come autore specializzato in stampe al Platino/Palladio. La crescita fotografica è stata alimentata, sia dalle attività culturali con il Fotocineclub di Fermo, incentrate soprattutto sul Racconto Fotografico, sul Reportage e sui principi teorici-pratici che sono alla base del linguaggio fotografico, che dai laboratori di SavignanoImmagine “Modus Vivendi” con Mario Cresci e di 3/3 con Rinko Kawauchi.

Ha partecipato alla campagna fotografica “SIN_TESIS”, durata 3 anni, sul paesaggio in trasfomazione nel territorio del comune di Savignano, nata da una collaborazione tra Savignano Immagine e l’Università di Cesena. Dal 2010 lavora a tempo pieno a progetti personali e per conto di associazioni di utilità sociale. Dopo una stretta collaborazione come fotografo, dal 2011 diventa photo editor della rivista PrimaPersona, semestrale della Fondazione Archivio diaristico nazionale di Pieve Santo Stefano (Arezzo). Attualmente insegna Fotogra a all’Università di Teramo.

Riguardo il progetto in mostra alla Casa della fotografia, Cinciripini scrive: “L’essere soli in questi luoghi, strettamente legati alla mia infanzia e rifugio dei momenti importanti, ha portato i pensieri e lo sguardo oltre la soglia. I luoghi, dalle forme elementari che si susseguono ed in continuo cambiamento, si sono fusi con il desiderio di regalarci un momento tutto nostro, incontrare il paesaggio ed esserne un tutt’uno”.