L’AQUILA – Buone notizie per il polo universitario dell’Aquila. Stamattina è stata infatti aperta ufficialmente e consegnata agli studenti la “Palestra Canada”, struttura polifunzionale di Lenze, a Coppito, realizzata dal dipartimento di Protezione civile nazionale grazie al finanziamento di circa tre milioni di euro messo sul piatto dal governo del Canada e gestita dall’Azienda per il diritto allo studio universitario (Adsu).

Soddisfatto il dottor Ralph Jansen, ministro consigliere politico-economico dell’ambasciata canadese in Italia, accompagnato dalla dottoressa Patrizia Giuliotti, delegato Commerciale dell’ambasciata.

Jansen non ha potuto rilasciare dichiarazioni ufficiali, causa elezioni in Canada del prossimo 2 maggio, ma ha comunque avuto modo di colloquiare con i presenti, tra cui il vice presidente vicario del Consiglio regionale, Giorgio De Matteis, il commissario straordinario dell’Adsu aquilana, Francesco D’Ascanio e Maria Luisa Capanna, dirigente Adsu.

“Un grande risultato, finalmente la struttura è a disposizione degli studenti – ha detto D’Ascanio – grazie all’impegno concreto del governo canadese, che ha voluto sposare la causa universitaria”.

Il ministro consigliere canadese si è congratulato con tutti per l’ottimo lavoro svolto, consapevole della bontà del progetto finanziato in toto dal governo di Ottawa, ‘posando’ anche per delle foto ricordo insieme ai ‘combattenti’ di “ju jitsu”, guidati dal maestro Alfredo Pellecchia, consigliere dell’Uisp (Unione italiana Sport per tutti) e fondatore del metodo ‘D.a.m.un.’, che si occuperà dei corsi sportivi all’interno della struttura, tra i quali spicca il karate per non vedenti.

“Sono qui dal terremoto – ha detto Pellecchia – ho scelto di vivere qui, io che vengo da Napoli ed ho vissuto un altro, tremendo sisma. L’Aquila ha bisogno di ‘spirito’, di voglia di fare qualcosa di buono. Una comunità non si fa per strada, è la strada che aiuta a farla”.

Nel corso della mattinata, un’altra buona notizia, sempre firmata dal Canada.

L’Aerf (Abruzzo Earthquake Relief Fund), fondazione che vede schierati fra gli altri Villa Charities e Camera di Commercio dell’Ontario, ha infatti ufficializzato la donazione al Centro di ricerca per le diagnosi molecolari del Dipartimento di Biologia dell’Università dell’Aquila dei fondi raccolti per la costruzione di un centro di ricerca diagnostica di eccellenza, con una cifra di un milione e mezzo di euro, pari a due milioni di dollari, di cui 500.000 messi a disposizione dalla provincia dell’Ontario, ‘casa’ di molti italiani.

Nei giorni scorsi, il senatore Consiglio Di Nino aveva reso nota la donazione nel corso di una conferenza stampa al Columbus Centre di Toronto, al fianco di Pal Di Iulio, presidente di Aerf e Laura Albanese, membro del parlamento provinciale dell’Ontario e della direzione dell’associazione.

DE MATTEIS: “SIGNIFICATIVO SEGNALE DI RINASCITA”

L’AQUILA – “Un significativo segnale di rinascita, di enorme rilevanza sociale e non solo”.

È quanto ha affermato il vice presidente vicario del Consiglio regionale, Giorgio De Matteis, a margine della cerimonia per l’apertura della struttura polifunzionale per gli studenti dell’Università dell’Aquila finanziata dal governo del Canada.

“Un segnale che ne segue altri – ha aggiunto De Matteis – e che spiega al meglio come la volontà dei cittadini aquilani sia a volte molto più forte di alcune istituzioni”.

“Se guardiamo bene – ha proseguito – i progetti e gli eventi stanno fiorendo uno dietro l’altro. Ci sono 23 mila studenti che si sono riscritti, 6900 matricole dell’Università, 74 aziende che si stanno insediando nel nucleo industriale. Ciò vuol dire che la volontà degli aquilani di restare in città è fortissima, visto che dopo il terremoto hanno cambiato residenza soltanto 770 persone. I cittadini vogliono pensare al futuro, le istituzioni dovrebbero parlare un po’ meno e lavorare di più. Non si può drammatizzare oltre misura, dare l’immagine di una città morta è un grandissimo danno che si fa al futuro dell’Aquila. C’è bisogno di reale positività, non di ottimismo di facciata, con la consapevolezza che i problemi ci sono e vanno affrontati”.

“A livello universitario – ha spiegato De Matteis – vanno completate alcune strutture dal punto di vista logistico, come la facoltà di Ingegneria, per la quale c’è bisogno di un ulteriore apporto finanziario; inoltre, va migliorato il sistema dei trasporti, senza dimenticare di dare la possibilità agli studenti di incontrarsi, di vivere una vera vita sociale, come avverrà in questa nuova struttura”.

Per poi tornare a vivere anche il centro storico? “Assolutamente sì, perché L’Aquila vivrà in funzione delle nuove generazioni. Molti giovani non hanno la percezione di cosa sia il centro storico, bisogna riappropriarsi di quei luoghi che fanno respirare la comunità”.

“La città nuova – ha concluso De Matteis – deve affrontare anche un’altra sfida, quella di un piano urbanistico adeguato. Gli accordi con le associazioni di categoria e con i progettisti permettono di aprire il discorso della ricostruzione e ritrutturazione delle case “E” fuori dal centro storico. Grazie anche alla durezza messa a volte in campo dall’ingegner Fontana, che ha mantenuto la sua posizione fino in fondo, possiamo parlare concretamente di piani di ricostruzione. L’idea strategica per il futuro passa per un nuovo piano regolatore, visto che l’ultimo è del 1975. In certe zone, poi, bisogna pensare a ciò che potrebbe restare in piedi e non pensare a ciò che c’era prima e ciò che c’è più. Il comune dell’Aquila comincia a dare segnali positivi in questa direzione, speriamo che il processo cominci nel più breve tempo possibile”. (r.s.)