L’AQUILA – Se Pierluigi Cosenza è un giovane di destra ma vecchio Dc, Gianfranco Giuliante è l’esatto opposto: un vecchio di destra ma giovane Dc.

È quanto afferma lo stesso Cosenza, segretario provinciale della Destra, replicando alla nota ironica diramata dall’assessore regionale Giuliante, presidente del Pdl dell’Aquila.

“Malgrado il mio passato democristiano, che non rinnego perché frutto di un percorso politico – dice Cosenza – rimango sorpreso dalle parole espresse da Giuliante, il quale solo qualche giorno fa per bocca dei suoi collaboratori lancia l’idea suicida di svolgere elezioni primarie solo interne al Pdl e non aperte alla coalizione”.

“Appare evidente la sua difficoltà di confrontarsi con l’intero centrodestra – aggiunge Cosenza – innescando così una polemica che nuoce a tutta la coalizione, la quale rimane in attesa di aprire un confronto politico in città su come costruire il miglior progetto possibile per battere il centrosinistra”.

“L’intesa tra La Destra Abruzzo e il segretario regionale del Pdl Filippo Piccone è massima – sottolinea Cosenza – e quando si è parlato di primarie sono sempre state intese aperte a tutti i componenti della coalizione”.

“La provocazione ‘giuliantana’ di spostare la polemica tutta cittadina sul piano della politica provinciale, nei confronti dell’assessore Luigi D’Eramo – attacca l’esponente storaciano – fa sorridere e dimostra quanto questa città abbia bisogno di una nuova classe dirigente che la sappia amare e ricostruire e non farla oggetto di polemiche distruttive”.

“Appare evidente, comunque, come il vecchio Giuliante di destra abbia imparato a praticare ed apprezzare le regole della prudenza della Dc – controbatte Cosenza – al pari e meglio di un giovane democristiano”.

“Giuliante omette, però – polemizza ancora il segretario della Destra – di riconoscere che alcuni suoi consiglieri comunali da tempo sono la migliore stampella della fallimentare Giunta Cialente, la quale viene salvata con sistematiche astensioni, mozioni consiliari trasversali, fuoco amico contro il governo e il commissario Gianni Chiodi e per ultima la vergognosa astensione sul voto del bilancio consuntivo, distrutto successivamente dalla relazione dell’ispettore del ministero delle Finanze”.

“Il nostro partito vive di continui e produttivi confronti interni e dunque nessuno prende ordini da capi come invece sembrerebbe accadere nel sultanato ‘dell’ospitato’ assessore regionale. Comunque – prosegue – questa polemica ci ha dato la possibilità di scoprire che anche all’Aquila il Pdl ha un responsabile di partito”.

“Siamo sollevati”, conclude Cosenza.

LA REPLICA DI GIULIANTE

“Secondo uno schema ormai in uso, c’è chi utilizza la schizofrenia politica per poter dire tutto e polemizzare sul suo contrario”.

È pronta la replica di Giuliante a Cosenza.

“Cosenza, che non richiesto, annuncia urbi et orbi, che il Pdl è un ‘non partito’, che farà una riunione con i partiti di opposizione all’attuale maggioranza di governo nazionale, regionale e provinciale (Fli) per isolare il Pdl, a fronte di una mia richiesta di maggiore prudenza – scrive Giuliante – ‘si ribalta’ e accusa lo scrivente di attivare polemiche distruttive”.

“Se poi gli si fa notare che scegliere di rompere un patto importerebbe automaticamente la revisione dello stesso a tutti i livelli, ciò viene tradotto in ‘provocazione’. Ma il rapporto schizofrenico con la politica e la logica si sublima laddove nell’arco di tre righe del suo comunicato, in riferimento alla tesi che esprimo – aggiunge – mi addebita contestualmente, la polemica distruttiva e la prudenza democristiana”.

“Rinuncio a disquisire sul ‘concetto di giovinezza’ per ragioni evidenti. Ma rinuncio anche a proseguire un discorso sulla ‘Politica’. Il mio silenzio, ormai datato, è frutto di un vezzo che da vecchio oso permettermi: ‘Aquila non capit muscas’. L’ho dimenticato per un attimo e ne sono già pentito. I ‘ronzii’ mi sono ormai intollerabili. Ribadisco però, che una riunione, con quanti contrastano l’attuale maggioranza, aventi ad oggetto quanto da Cosenza preannunciato – conclude minaccioso Giuliante – non passerebbe senza conseguenze”.

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