L’AQUILA – “Il mercato coperto all’Aquila, ora più che mai, è diventato una necessità, non resisteremo ancora in queste condizioni: bisogna trovare una soluzione condivisa con il Comune, a rischio c’è un intero settore, siamo allo stremo”.

Lo chiede a gran voce parlando con AbruzzoWeb Gianluca Onofri, presidente del Comitato degli ambulanti di piazza d’Armi, con un appello all’amministrazione comunale, ma anche a tutti i cittadini aquilani, affinché vengano sensibilizzati sull’argomento.

L’appello arriva proprio in una giornata in cui è bastato un acquazzone per svuotare la nuova piazza del mercato di bancarelle e desertificare l’afflusso del pubblico.

“Serve una copertura, con la pioggia, il freddo e la neve non riusciamo a lavorare e purtroppo L’Aquila ha un clima continentale, non possiamo continuare a lavorare in base alle condizioni meteorologiche”, spiega Onofri, dopo la “faida” che ha portato molti venditori a uscire dalla storica federazione ambulanti di Confcommercio Fiva.

Questa la ragione principale per la quale i venditori chiedono un confronto con l’amministrazione comunale e, in particolare, con il sindaco dell’Aquila, Pierluigi Biondi, e con l’assessore al Commercio, Alessandro Piccinini.

“Abbiamo già avuto modo di parlare con loro – racconta Onofri – Si sono mostrati disponibili e a breve ci sarà un incontro in Comune, porteremo all’attenzione del primo cittadino lo studio di fattibilità del progetto e tutte le criticità che affrontiamo quotidianamente, ma ci aspettiamo una risposta certa, sì o no, non possiamo giocare sul nostro futuro”.

A sposare il progetto, nonostante i primi scontri di vedute, anche Alberto Capretti, presidente provinciale Fiva, realtà che qualche tempo fa ha visto l’ammutinamento di circa 40 ambulanti, che hanno preferito riconsegnare la tessera e aderire al Comitato, perché, secondo Onofri, “non si sentivano più rappresentati e il mercato coperto è stato uno dei motivi della rottura”.

“Nel 2012 avevamo altre battaglie da portare avanti e un’eventuale copertura certamente non rappresentava la priorità – precisa Capretti – Ora i tempi sono maturi e quindi ben venga questo progetto, anche se non sarà facile reperire i fondi necessari e se di problemi ce ne sono ancora moltissimi, ma io le mie origini non le dimentico, non possiamo scordare il centro storico, la tradizione e la storia di questa città, anche se i tempi per tornarvi sono ancora incerti e sicuramente lunghi”.

Capretti, dunque, seppur favorevole all’idea del Comitato e consapevole che “il mercato di piazza d’Armi è stabile e lì resterà per sempre”, richiama a una maggiore coscienza del passato. “Certamente la copertura ci può aiutare a livello lavorativo, ma, anche se in molti non condividono la mia posizione, la nostra tradizione è strettamente legata al centro storico, che un giorno rinascerà – conclude il presidente Fiva – così come il mercato, anche se in maniera ridotta”.