L’AQUILA – Sulla strada statale 260 Picente, la cosiddetta “L’Aquila-Amatrice”, stanno per andare in appalto lavori per 105 milioni di euro che renderanno più sicuro e veloce un tratto di circa 10 chilometri.

Lavori che partono dopo anni e anni di attesa ma che arrivano comunque prima di quelli sull’ancor più attesa “Variante dell’Aquila”, sulla quale ci sono altri 48 milioni fermi e pronti a riprendere il volo verso Roma.

Per scongiurarlo, l’appello al Comune dell’Aquila di Regione e Provincia a darsi una mossa per completare quella che oggi viene definita una “strada da Gabibbo”.

L’annuncio del via all’appalto della Ss 260 è arrivato oggi in una conferenza stampa alla presenza del presidente della Regione, Gianni Chiodi, dell’assessore ai Trasporti Giandonato Morra e del capo compartimento Anas abruzzese Lelio Russo.

Presente anche il presidente della Provincia dell’Aquila, Antonio Del Corvo, e numerosi amministratori dei Comuni interessati dal tratto stradale.

Un evento dal sapore vagamente elettorale verso le elezioni regionali, ma Morra ha smentito coincidenze sospette, “i tempi sono questi e noi abbiamo corso”

Si tratta un tratto di 10 chilometri con carreggiata larga 10,5 metri (una corsia per senso di marcia), che, collegherà Montereale a Cagnano Amiterno e si rialleccerà al tratto già ammodernato, avvicinando Amatrice all’Aquila. Nel progetto è prevista una galleria di 1 chilometro e un’altra artificiale di 200 metri, più una serie di svincoli per collegare la strada con gli abitati vicini.

Chiodi ha precisato i due lotti che saranno oggetti di lavori, con tempistiche differenti. “Per il Lotto IV, un tratto importantissimo, a fine mese è stato approvato in consiglio d’amministrazione dell’Anas e in aprile ci sarà il bando di gara per 80 milioni di euro. Poi – ha aggiunto – sarà la volta del Lotto III, da 25 milioni. Per questo è stata fatta la prima conferenza dei servizi al ministero dei Trasporti a dicembre, la seduta conclusiva sta per essere fissata a breve”.

Si tratta di lavori che, secondo Chiodi “miglioreranno la nostra circolazione, rafforzeranno il sistema della mobilità ma anche quello economico del nostro capoluogo, saranno un’ulteriore occasione per le imprese. All’Aquila queste cifre non fanno più impressione (in riferimento agli appalti ultramilionari della ricostruzione post-sisma, ndr) ma stiamo parlando di una grande opera e un grande intervento dello Stato”, ha concluso.

Russo ha spiegato che per concludere la gara del quarto lotto ci vorranno “tra i 6 e gli 8 mesi dopodiché ci sarà la progettazione esecutiva della ditta aggiudicatrice, speriamo per il prossimo anno di vedere i cantieri”.

Sulle polemiche relative ai tempi lunghi per un’opera di cui si sente parlare da anni, Morra ha ricordato che “la delibera Cipe è del luglio 2013 ma è stata pubblicata nel febbraio 2014. Noi corriamo – ha ribadito – il resto sono solo polemiche, questa è una fase definitiva di un’opera considerata strategica. Il presidente, l’assessore e le strutture hanno portato a termine il loro compito”.

Secondo Del Corvo, “noi enti ci siamo mossi insieme affinché fosse accelerato l’iter di quest’opera. Mancava una parte del finanziamento e la progettazione era incompleta – ha ricordato – L’Anas non si è mai tirata indietro. A breve vedremo anche l’inizio dei cantieri”.

LE POLEMICHE SULLA VARIANTE DELL’AQUILA

Sempre il presidente della Provincia ha pungolato, assistito da Chiodi, l’amministrazione comunale del capoluogo invitandola a decidere il da farsi della “Variante”, che attraverso un nuovo viadotto in via di realizzazione, viziato da polemiche come un lungo stop ai lavori e una gettata sbagliata per tirare su un pilastro, collegherà la statale 17 Ter, la “Superstrada”, fino al ricongiungimento con la statale 17.

Ma a oggi quel collegamento ancora non c’è. “Una bretella che finisce nel vuoto è da Gabibbo – è sbottato Del Corvo – Si rischia di perdere quei soldi, a Roma in questa penuria di risorse non si sopporta che 48 milioni siano fermi. La competenza su dove deve passare una strada è di competenza del Consiglio comunale, si diano da fare”.

E dopo il riallaccio a San Gregorio? C’è un’altra variante in fase di progettazione, contestatissima da alcuni sindaci per i quali se realizzata “spianerà” i paesi, rovinando il traffico locale e il paesaggio, per cui è stato richiesto un cambio di percorso.

“Stiamo riaffrontando il progetto, tenendo conto che dobbiamo raccordarci con la statale e il nuovo progetto dovrà essere tecnicamente fattibile e soprattutto non esorbitante come costi”, mette i paletti Russo.