L’AQUILA – Giovani coppie senza più casa.

È quanto potrebbe accadere se non venisse modificata la norma sull’assegnazione degli alloggi del progetto C.a.s.e.  e dei Map che apriva le porte delle new town anche alle coppie che dopo il terremoto hanno scelto di staccarsi dalle loro famiglie per costruirsi un futuro.

E il futuro per loro era iniziato con la nuova casa antisismica che per un cavillo formale potrebbero perdere.

Nel luglio 2013 l’amministrazione comunale aveva deliberato i nuovi criteri per assegnare gli alloggi che mano a mano si andavano liberando, superata la fase clou dell’emergenza abitativa. Una delibera resa possibile dall’approvazione, in Parlamento, della Legge 71 del giugno 2013.

Tra le altre cose, si stabiliva che potevano accedere a C.a.s.e. e Map anche le coppie che si sono formate dopo il terremoto o i nuovi nuclei monoparentali, purché almeno un componente avesse la casa “E”.

Il punto sull’inagibilità dell’abitazione è quello che sta creando problemi. Infatti alcune delle coppie a cui è stato assegnato un alloggio sono formate da persone che prima di entrare nel progetto C.a.s.e vivevano con i genitori, che avevano casa inagibile. Nel momento in cui la loro casa viene ricostruita, automaticamente le nuove coppie perdono il requisito, perché risultano avere casa agibile, sebbene sia di fatto della loro famiglia d’origine.

Secondo il consigliere comunale di Tutti Per L’Aquila Daniele Ferella “potrebbe bastare una delibera di Giunta che vada a normare la situazione. Infatti nella legge a cui fa riferimento la delibera di Consiglio del luglio 2013 non si parla di revoca dell’alloggio nel momento in cui l’abitazione torna agibile”.

L’importante, sottolinea, è agire in fretta e trovare una soluzione.

“Sono stato contattato da una coppia – spiega ancora – che lo scorso anno si è sposata e ha ottenuto l’alloggio del progetto C.a.s.e.. Il Comune li ha avvisati telefonicamente che potrebbero dover lasciare l’appartamento perché la casa dei genitori di uno dei due è tornata agibile. Inoltre aspettano anche un bambino e sarebbe davvero assurdo lasciarli senza una casa, in cui peraltro pagano regolarmente l’affitto”.

“Mi sembra inutile creare questa nuova emergenza”, conclude Ferella.