L’AQUILA – Qualcosa si muove sul fronte della ricostruzione delle case popolari di San Gregorio, frazione dell’Aquila, in parte inagibili e in parte abitate, ma con seri danni subìti dal terremoto del 6 aprile 2009, con l’ipotesi di un trasferimento in massa negli appartamenti antisismici del progetto C.a.s.e., e sarebbe la prima volta per ‘non sfollati’, in attesa che si decida se sia conveniente ricostruire o meno un lotto stimato da 37 milioni di euro.

Sul tema si è riunita la terza commissione del Consiglio comunale del capoluogo (Politiche sociali) per iniziare ad affrontare concretamente la situazione, sulla quale gli inquilini da tempo cercano di far sentire la loro voce, chiedendo risposte al Comune circa il loro futuro.

Presente in commissione anche Franco Marulli (Assocasa Ugl) portavoce delle istanze degli inquilini delle case di San Gregorio.

Assente invece l’assessore alle Opere pubbliche Alfredo Moroni, al suo posto la dirigente del settore Ricostruzione Pubblica, Enrica De Paoli.

Una situazione complicata, quella del complesso residenziale: una lotto è inagibile, mentre altri due sono danneggiati, con appartamenti classificati in base ai danni A con lavori, B e C.

Ma vistose crepe sono presenti negli alloggi abitati, senza che siano ancora stati eseguiti i lavori, tanto che gli abitanti proprio su questo hanno presentato un esposto alla procura della Repubblica, chiedendo il perché dei ritardi.

Inoltre, hanno vissuto da più di 5 anni con la paura per l’attività della faglia di Paganica che passa proprio sotto l’abitato e su cui solo alcuni studi recenti hanno offerto rassicurazioni.

Ora il Comune sembra finalmente fare il primo passo verso la risoluzione del caso.

“Ci hanno promesso che faranno un sopralluogo per vedere personalmente la situazione – spiega Marulli – Speriamo sia l’inizio di un percorso costruttivo, non è più possibile vivere in queste condizioni dominate da costante incertezza”.

Il consigliere di opposizione Daniele Ferella (Tutti per L’Aquila) parla di “situazione particolarmente complessa, la dirigente è stata chiara: il futuro della zona deve deciderlo la politica”.

Durante la riunione di commissione, è emerso anche che alcuni assegnatari sono rientrati in case in cui, in seguito, la classificazione di agibilità è stata cambiata, passando da “A con lavori” a “C”.

“Si tratta di un problema grave – sottolinea Ferella – qualcuno poteva e doveva comunicare a queste persone quale fosse la reale situazione”.

A questo punto si dovrà trovare una sistemazione agli inquilini di questi alloggi, in attesa che vengano effettuati i lavori. E l’ipotesi più accreditata è che vengano trasferiti in appartamenti antisismici di un quartiere del progetto C.a.s.e..

Una soluzione che, come sembra emergere, potrebbe estendersi a tutti gli inquilini.

Per ripristinare tutto il complesso edilizio, infatti, compreso il lotto inagibile, servono 37 milioni di euro. “A questo punto bisogna capire se ne vale la pena o meno”, dice ancora Ferella.

La tesi, sostenuta durante l’incontro anche da Emanuele Imprudente (L’Aquila città aperta), è di trasferire gli abitanti delle case di San Gregorio nelle “new town”, dove sarebbero i primi “non sfollati” a risiedervi.

Il presidente Adriano Durante ha annunciato che nella prossima commissione verranno convocati anche il sindaco, Massimo Cialente, gli assessori Alfredo Moroni (Opere pubbliche), Emanuela Di Giovambattista (Sociale) e Piero Di Stefano (Ricostruzione).