L’AQUILA – Controlli a tappeto per scovare gli sversamenti abusivi, nuovi depuratori ed interventi su quelli malfunzionanti, verifica del corretto uso delle vasche Imhoff da parte delle utenze non collegate alle fognature, in particolare quelle delle centinaia e centinaia di “casette fai da te” realizzate nel post terremoto.
Sono solo le prime azioni previste dall’operazione “Aterno fiume pulito” annunciata oggi in conferenza stampa dal sindaco dell’Aquila Massimo Cialente, dal vicesindaco Nicola Trifuoggi e dall’assessore all’Ambiente Maurizio Capri.
Operazione che partirà ufficialmente con una riunione che si terrà mercoledì 7 ottobre, alle 10, a palazzo Fibbioni che coinvolgerà tutte le istituzioni e non solo che hanno un ruolo nella tutela del fiume, ovvero, oltre al Comune, anche la Regione, Provincia, il Corpo Forestale dello Stato i sindaci dei degli altri comuni interessati, la Gran Sasso Acqua, l’Istituto Zooprofilattico, l’Università degli Studi dell’Aquila e l’associazione Policentrica.
“Il fiume Aterno – ha spiegato il sindaco – deve tornare ad essere vivo e pulito, mai più dovranno verificarsi casi come l’epidemia di salmonellosi, verificatasi a maggio a causa dei depuratori rotti e degli sversamenti di liquami abusivi. I controlli saranno a tappeto, siamo già al lavoro, con particolare attenzione per le ‘casette fai da te’ realizzate nel post-sisma a seguito della delibera 57 e 58. Abbiamo già scritto al Gran Sasso Acqua per acquisire i dati degli allacci idrici per vedere se ad essi corrisponde la certificazione per gli allacci allo scarico”.
Una delle priorità sarà poi quella di realizzare i depuratori, in parte già finanziati, nelle zone di Scoppito e Lucoli.
C’è infine nel medio lungo periodo il progetto che prevede di implementare la portata del fiume con l’acqua della diga del lago di Campotosto, applicando un’ordinanza della Protezione Civile.
“Dal bacino del lago – spiega Cialente – saranno fatti confluire nel fiume una media di mille litri al secondo in più. Più acqua significa rivitalizzare il fiume, aumentare la sua capacità di autodepurazione”
Una parte dell’acqua potabilizzata, potrà essere utilizzata come riserva dalla Gran Sasso Acqua.
Torna in auge anche la realizzazione delle vasche di espansione a nord della città, per mettere al riparo dal rischio di esondazione l’intero territorio. Il progetto è osteggiato dal comitato civico “Pro difesa e sviluppo del territorio aquilano” e da altri privati cittadini.
Il consiglio di Stato ha definitivamente bocciato il loro ricorso al Tribunale amministrativo regionale.
“Abbiamo un finanziamento da 25 milioni di euro, – spiega Cialente – cercheremo altri fondi dal Comitato interministeriale per la programmazione economica, e assicuro che l’opera sarà a basso impatto, non ci sarà nessuna cementificazione ”.
Le casse di espansione permetteranno di far uscire tante abitazioni storiche dalla zona P4, a massimo rischio di esondazione, ma questo rassicura Trifuoggi, “non porterà a nessuna sanatoria delle casette post-sismiche abusive realizzate dopo il terremoto, in particolare le 24 abitazioni sgomberate nel 2013, per le quali c’è un processo i corso e un ordinanza di demolizione pronta a scattare”.






