L’AQUILA – Gli abitanti delle case popolari della frazione aquilana di San Gregorio, una delle più danneggiate dal terremoto del 6 aprile 2009, sono di nuovo sul piede di guerra.

Dal Comune sono infatti arrivati canoni d’affitto letteralmente “impazziti”. Qualcuno, aprendo la lettera spedita dall’Ufficio casa dell’ente, si è trovato l’amara sorpresa si vedere l’importo aumentato di dieci volte. Altri, più ‘fortunati’, hanno avuto una riduzione altrettanto drastica.

Il tutto senza che, in entrambi i casi, la condizione economica o il numero di componenti del nucleo familiare fossero cambiati.

“C’è poca trasparenza da parte del Comune, non si capisce quali criteri siano stati seguiti nell’adeguamento dei nuovi canoni”, spiega l’avvocato Carlotta Ludovici, il legale a cui le famiglie delle case popolari si sono rivolte per rivendicare i loro diritti.

Le proteste degli abitanti delle case comunali, delle quali AbruzzoWeb ha parlato più volte, vanno avanti già da tempo.

Gli inquilini puntano il dito innanzitutto contro i ritardi con cui l’amministrazione sta gestendo la fase di riparazione degli edifici, che non è ancora iniziata sia per il lotto classificato “E”, sia per gli edifici che hanno riportato danni lievi (classificati “A” e “B”).

“Nonostante ci sia la più assoluta incertezza su quando inizieranno gli interventi di riparazione – ricorda il legale – il Comune ha però richiesto i canoni di locazione dal terremoto in poi, inizialmente in un’unica soluzione, poi prevedendo la possibilità di rateizzazione. Ora sono arrivati questi nuovi affitti aggiornati in cui non si capisce che tipo di conteggi siano stati fatti”.

“Il Comune – sottolinea  – è tanto solerte nel richiedere il pagamento dei canoni quanto lento sui lavori di riparazione delle case”.

“La sensazione – conclude – è che la situazione di queste case popolari sia caduta nel dimenticatoio”. (e.m.)