L’AQUILA – “La società subentrante ci ha falcidiato in maniera del tutto ingiustificata e illegittima, i salari dei lavoratori di oltre il 30%, penalizzando oltremodo tutti i diritti acquisiti da anni dai lavoratori dal punto di vista retributivo, normativo e di tutela occupazionale”.
La denuncia arriva dai lavoratori impegnati nel servizio di reception e portierato della sede dell’Azienda per la Mobilità Aquilana spa di L’Aquila, oggetto nel mese di Aprile 2019 di un cambio di appalto.
“Il 1° luglio si è tenuto un tavolo per un tentativo di conciliazione in sede Prefettizia – spiegano anone dei lavorarori la Filcams Cgil -, secondo quanto previsto dalla normativa vigente, che si è concluso con un mancato accordo. A questo tavolo, seppure invitati, non hanno presenziato il Comune di L’Aquila e l’Assessore alle Società Partecipate. Riteniamo gravissimo il comportamento sia della committenza che dell’aggiudicatario, il quale quest’ultimo, in spregio di quanto previsto dal Codice degli Appalti, viola di fatto la clausola sociale aumentando il proprio margine di profitto a discapito dei lavoratori, senza trovare alcuna giustificazione nella riduzione o modifica nella quantità o nella qualità del servizio”.
“Chiediamo che venga fatta chiarezza sulla vicenda – prosegue la nota-, anche con l’interessamento se necessario, della Quinta Commissione Consiliare del Comune di L’Aquila allo scopo di ripristinare i livelli salariali, i diritti acquisiti e le giuste tutele nei confronti dei lavoratori. Ricordiamo di aver ripetutamente richiesto un incontro con l’assessore competente e di aver informato della vicenda il Comune di L’Aquila, senza aver avuto risposta alcuna”.
“Chiediamo un atto di assunzione di responsabilità da parte dell’AMA spa – conclude la nota -, in qualità di Committente e del Comune di L’Aquila, in qualità di proprietario, per la valutazione di eventuali condotte illegittime e per non rischiare di rendersi conniventi rispetto a eventuali comportamenti lesivi dei diritti dei lavoratori in un territorio come quello di L’Aquila, già disastrato dal terremoto e dalla desertificazione occupazionale, in cui la tutela delle fragilità e dei diritti dovrebbe essere di primario interesse e avere la priorità nell’azione Politica e Amministrativa oltre che prettamente Sindacale. La Pubblica Amministrazione non può permettere la creazione di nuove povertà. Non si fanno passi indietro sulla pelle dei lavoratori”.



