L’AQUILA – “Fare deduzioni soggettive sull’operato di un’iniziativa privata è cosa del tutto presuntuosa che prescinde dagli interessi di coloro che dovrebbero essere, invece, rappresentati”.
Questa la replica dell’Accord Phoenix, azienda di triturazione di rottami metallici che dovrebbe riassorbire un centinaio di lavoratori dell’ex Polo elettronico dell’Aquila, alla nota dei sindacati che ha denunciato come “si stia prestando più attenzione a spendere i soldi che a fare impresa”.
Una replica filosofica che, però, non entra nel merito di quanto denunciato dalle sigle Fim, Fiom e Uilm: “Nell’azienda circolano una miriade di consulenti, vengono elargiti stipendi da ‘favola’ ai non operativi e vengono assunti lavoratori che già avevano un lavoro a tempo indeterminato con professionalità che possono essere individuate all’interno del bacino dell’ex Polo Elettronico”, era stata la denuncia.
“È nostra abitudine avere normali relazioni con le organizzazioni sindacali nel pieno rispetto dei ruoli – scrive l’azienda in risposta – La nota ci fa prendere atto del fatto che, evidentemente, non è così facile mantenere rapporti sani e costruttivi nell’interesse di tutti”.
Secondo Accord, “la nostra azienda ha sempre agito con coerenza, consapevolezza e capacità nel proseguimento degli obiettivi prefissati e nel rispetto degli impegni assunti, respingendo qualsiasi pressione da qualsiasi parte sia essa provenuta”.
“Gli unici riferimenti cui abbiamo guardato e continuiamo a guardare sono la cultura della legalità, della trasparenza e dell’assunzione della piena responsabilità del nostro agire”, conclude.



