L’AQUILA – Condanna confermata per l’operaio di 29 anni residente ad Atri (Teramo) accusato di aver abusato sessualmente di un bambino straniero nel 2009 nella caserma Campomizzi, struttura in cui entrambi erano ospitati come sfollati in seguito al terremoto dell’Aquila del 6 aprile 2009.
La Corte d’Appello del capoluogo ha confermato la sentenza di prim grado, condannando l’uomo a due anni di reclusione e interdizione perpetua dai pubblici uffici e scuole di ogni ordine e grado.
Erano stati alcuni volontari della Protezione Civile, impegnati nella struttura che ospitava gli sfollati, ad accorgesi delle particolari attenzioni che il giovane, all’epoca anch’egli sfollato, aveva nei confronti del bambino.
Avvertito il 112 ed ascoltati i testimoni, è stata ricostruita in seguito la realtà dei fatti con la stretta collaborazione di psicologi sebbene il 29enne continuava a giustificarsi sostenendo di essere grande amico del bambino e della famiglia.
I magistrati aquilani, convinti delle prove raccolte avevano dapprima deciso di emettere nei riguardi del presunto violentatore un’ordinanza di custodia cautelare in carcere. Ora invece la conferma della pena.





