L’AQUILA – L’anno prossimo sarà il settantesimo anniversario del bombardamento dell’Aquila da parte degli aerei alleati, avvenuto l’8 dicembre 1943.
Oggi la ricorrenza numero 69 di un evento noto a pochi degli aquilani più giovani e che solo quelli più anziani ricordano.
Non aiuta il fatto che il Comune non abbia programmato cerimonie di alcun genere per mantenere viva la memoria sull’accaduto, ricordato lo scorso 25 aprile con una cerimonia nel piazzale dell’attuale Alenia, ma non oggi.
Due gli obiettivi presi di mira dagli aerei americani: la stazione ferroviaria e l’Officina carte valori della Banca d’Italia, nella zona dell’attuale nucleo industriale di Pile.
L’obiettivo delle incursioni, infatti, era quello di colpire i mezzi motorizzati tedeschi e gli obiettivi d’interesse strategico, quali strade, ferrovie, stazioni ferroviarie e depositi di munizioni, la cui posizione veniva spesso segnalata agli Alleati da collaboratori italiani ostili alla Germania.
I bombardamenti furono tra i più disastrosi degli attacchi aerei avvenuti in questo comprensorio.
Molti i morti, in particolare tra gli operai della Zecca e il personale della ferrovia. A rimetterci la vita, tra l’altro, anche alcuni prigionieri americani e inglesi che si trovavano su un convoglio.
Queste le 19 vittime accertate della Banca d’Italia: Fulvia Andreassi, Lucia Angelosante, Antonina Bucchiarone, Vanda Ciaglia, Domenica Ciavola, Maria Corradini, Clementina Del Vecchio, Fulvia Di Benedetto, Romolo Fattori, Berardino Moscardi, Vanda Riceputi, Ubaldo Riga, Italia Sansone, Claudia Scimia, Elisa Sebastiani, Ernestina Stinziani, Elena Taccalite, Giovanna Tessari e Francesca Virgili. (alb.or.)






