L’AQUILA – La danza torna protagonista nel cartellone degli eventi di “L’Aquila Capitale italiana della Cultura 2026” con il ritorno di “Favole in Danza”, la rassegna promossa dal Centro Danza Art Nouveau e dall’associazione L’Étoile, diretti da Ornella Cerroni.
La kermesse è da anni uno degli appuntamenti più riconoscibili della cultura aquilana, capace di coniugare formazione artistica, spettacolo e partecipazione del territorio.
L’appuntamento è per il 14 e 15 giugno 2026 tra l’Auditorium del Parco e il Parco del Castello dell’Aquila, con tre spettacoli a ingresso gratuito che uniranno repertorio classico, musical e narrazione coreografica.
Il programma si aprirà domenica 14 giugno alle ore 18 con “Ballerina – L’emozione della danza, la forza del sogno”, spettacolo con regia di Ornella Cerroni e coreografie firmate da Ornella Cerroni, Simone Pergola, Alessio Colella, Giorgia Cucchiella, Melissa Paparusso e Vanessa Turavani.
Sempre domenica 14 giugno, alle ore 21.30, spazio al musical con “Sister Act”, realizzato con Hanami Project e Sakura Dance Crew, per la regia di Ornella Cerroni e Alessio Colella e le coreografie di Alessio Colella, Arianna Conti, Orlando Moltoni e Alessia Losavio.
Gran finale lunedì 15 giugno alle ore 21.30 al Parco del Castello con “Vivaldi in Danza – Le Quattro Stagioni”, spettacolo di fine anno dei corsi accademici del Centro Danza Art Nouveau, con coreografie e direzione artistica del maestro Simone Pergola.
Nella stessa serata sarà presentato anche il “Grand Pas Classique” “Paquita”, su musiche di Ludwig Minkus e coreografie di Marius Petipa.
“Favole in Danza rappresenta ogni anno un momento di crescita artistica e umana straordinario per i nostri allievi e per tutta la città – dichiara Ornella Cerroni -. Portare questi spettacoli all’interno del programma di L’Aquila Capitale della Cultura 2026 è per noi motivo di orgoglio e una responsabilità importante”.
“Abbiamo costruito tre serate molto diverse tra loro, capaci di parlare a pubblici differenti, dal grande repertorio classico al musical contemporaneo”, aggiunge.
“La danza può essere linguaggio popolare e al tempo stesso formazione, disciplina e bellezza condivisa”, conclude.








