L’AQUILA – Il Rotary Club L’Aquila Gran Sasso d’Italia ha festeggiato, lo scorso 23 febbraio, il traguardo dei 113 anni di attività.
Per la ricorrenza è stata indetta un’assemblea dei soci, “un momento ricco di voglia di progettare e fare, cogliendo l’occasione per brindare con tutti i cittadini aquilani, raccontando una delle storie di successo del Rotary International a proposito delle nuove tecnologie telefoniche, tema di grande attualità nel territorio, per aiutare a comprendere quanto, nel mondo, ci sia bisogno di tecnologia avanzata”, ha commentato il presidente del club aquilano Roberta Gargano.
“Il 23 febbraio 1905 – ha ricordato la Gargano – Paul Harris, avvocato di Chicago, ha fondato il primo Rotary Club per consentire a professionisti di vari settori di incontrarsi per scambiare idee, instaurare amicizie significative e contraccambiare la loro comunità. Oggi 35 mila club in tutto il mondo operano per promuovere la pace, combattere le malattie, fornire acqua e strutture igienico-sanitarie, proteggere madri e bambini, sostenere l’istruzione, sviluppare le economie locali, essere di servizio alla propria comunità”.
“Festeggiamo – ha aggiunto – 113 anni di service per l’organizzazione che connette 1.200.000 soci che mettono a disposizione il loro tempo e la loro professionalità per sostenere cause comuni in tutti i continenti”.
I vari club sparsi nel mondo sono uniti in questi dall’obiettivo comune di trovare fondi e finanziare la ricerca per la poliomelite, a riaguardo, per la Gargano, “i telefoni cellulari potrebbero essere la chiave per la vittoria finale nella più grande iniziativa di salute pubblica mai intrapresa nel mondo: l’eradicazione della polio. La malattia sta scomparendo dalla scena globale e continua a esistere solo in qualche zona remota di alcuni Paesi; il compito degli operatori sanitari è portare il vaccino e condividere le informazioni in modo veloce e accurato”.
“Grazie alle nostre donazioni – ha spiegato – gli operatori sanitari del Pakistan vengono addestrati a usare i telefoni cellulari per il monitoraggio elettronico presso il Centro Risorse Rotary di Nowshera, Khyber Pakhtunkhwa. Il Rotary e i suoi partner della Global Polio Eradication Initiative stanno rafforzando le linee di comunicazione dotando gli operatori sanitari di telefoni cellulari in Pakistan e in Nigeria, dove un solo sms può bastare a salvare una vita”.
Il Rotary si è attivato per sostituire i tradizionali rapporti cartacei con cui venivano riferite le informazioni sanitarie su madri e bambini, compresi i dati sull’immunizzazione contro la polio, con telefoni cellulari e tecnologie di monitoraggio elettronico.
“Sono stati distribuiti – ha aggiunto – oltre 800 telefoni agli operatori sanitari di comunità di tutto il Paese, grazie a un partenariato tra Rotary, governo pakistano, Telenor, la seconda società di telecomunicazioni nazionale, e Eycon, azienda specializzata in monitoraggio e valutazione dei dati. Gli organizzatori prevedono di distribuire un totale di 5 mila telefoni cellulari entro la fine del 2018”.
“Gli operatori possono usare i telefoni per trasmettere i dati mediante messaggi di testo a un server centrale. Se osservano un possibile caso di polio, possono avvertire immediatamente i funzionari del Centro nazionale per gli Interventi d’emergenza del Pakistan. Possono anche annotare tutti i bambini che non hanno ricevuto il vaccino o i casi di rifiuto da parte dei genitori, e registrare le immunizzazioni realizzate con successo. In Pakistan, lo sforzo di eradicazione della polio punta a raggiungere tutti i 35 milioni di bambini sotto i cinque anni. Il risultato è una raccolta di informazioni in tempo reale che i funzionari possono seguire e valutare con facilità”.
“Il nostro – ha concluso il presidente – è un impegno cstante per un mondo migliore!”.




