L’AQUILA – “Nello scorso mese di giugno USB criticò le modalità applicate dal Comune di Lanciano per la decurtazione di parte dello stipendio di giugno 2020 per il mancato recupero delle ore a debito accumulate negli anni passati dai dipendenti, richiamando a un maggiore coinvolgimento delle RSU prima di rendere fattive questo tipo di decisioni, nel pieno della crisi economica post lockdown. Con nota del 14/07/2020 a firma del Dirigente del Settore Affari Generali in risposta viene invece soltanto ribadito come dal punto tecnico tale provvedimento non sia revocabile. La scrivente O.S. tiene a precisare, anche pubblicamente, che con la critica sopracitata, non ha mai inteso mettere in discussione l’operato del Dirigente, la correttezza da un punto di vista contrattuale della determinazione dirigenziale n. 727/2020 (da cui la decurtazione), tanto meno gli obblighi contrattuali che i dipendenti pubblici devono rispettare nell’esercizio delle proprie funzioni”.
Così il sindacato Usb di Lanciano.
LA NOTA COMPLETA
Tuttavia, debiti orari riconducibili anche a periodi precedenti l’anno 2019, e che potevano essere processati già negli anni passati, hanno determinato il recupero delle somme solo dal mese di giugno 2020, proprio in concomitanza con l’oggettiva difficoltà economica determinata dalla crisi post Covid-19.
Abbiamo sostenuto, e continuiamo a farlo, vista l’emergenza economica ancora in atto, che potevano essere trovate delle soluzioni alternative alla talvolta cospicua decurtazione di una parte dello stipendio.
Tra le soluzioni alternative che potevano essere rintracciate, attraverso una concertazione tra Amministrazione ed RSU, può richiamarsi la rateizzazione del recupero stesso in modo da rendere non ulteriormente gravose le conseguenze sui redditi familiari già messi a dura prova dalla crisi economica.
Certamente tale operazione poteva svolgersi, in applicazione dei criteri di trasparenza e democraticità, attraverso una valutazione complessiva e non solo esaminando singole motivate richieste, come riportato nella risposta del 14/07/2020.
Sono noti infatti i dati pubblicati dal Censis in data 30/07/2020 con i quali si certificano le difficoltà delle famiglie italiane, non escluse quelle con al proprio interno un dipendente della Pubblica Amministrazione.
A prescindere che sia fortunato o meno:
Nei due mesi di lockdown 15 italiani su 100 hanno visto ridursi il reddito del proprio nucleo familiare di oltre la metà mentre altri 18 italiani su 100 hanno subìto una contrazione compresa fra il 25 e il 50% del reddito, per un totale di 33 italiani su 100 con un reddito ridotto almeno di un quarto. Ai giovani è andata peggio: il peggioramento inatteso della propria situazione economica ha riguardato 41 individui su 100 di età compresa fra i 18 e i 34 anni (riduzione di più del 50% per il 21,2% e fra il 25 e il 50% per il 19,5%). In sintesi, la metà degli italiani (50,8%) ha sperimentato un’improvvisa caduta delle proprie disponibilità economiche, con punte del 60% fra i giovani, del 69,4% fra gli occupati a tempo determinato, del 78,7% fra gli imprenditori e i liberi professionisti. La percentuale fra gli occupati a tempo indeterminato ha in ogni caso raggiunto il 58,3%.(1)
Alla luce di tale situazione, in conclusione ribadiamo come sia più opportuno coinvolgere le RSU, democraticamente elette all’interno dell’Ente, e condividere modalità meno gravose per redditi dei nuclei familiari ai quali appartengono anche i dipendenti dell’amministrazione del Comune di Lanciano.






