LANCIANO – Per il segretario provinciale di Rifondazione comunista, Riccardo Di Gregorio, parlare di emergenza rifiuti in provincia di Chieti, al posto di fare determinate scelte per scongiurarla, significa cercare una strada che porta dritto dritto agli inceneritori.
Di Gregorio si ferma ad analizzare la situazione del capoluogo frentano, città di Eugenio Caporrella, assessore provinciale all’Ambiente, e sede della discarica di Cerratina, dove secondo la tesi del segretario provinciale di Rifondazione, sarebbe stata creata ad arte una emergenza rifiuti per giustificare il ricorso ad impianti di termovalorizzazione.
La politica di Caporella in materia viene infatti denunciata come il proseguimento della “politica ideologica del Pdl a favore dell’incenerimento, dimenticando che L’Europa da anni e in special modo con la Direttiva 2008/98/CE ha scelto la strada della differenziata e del riciclo, definendo una precisa gerarchia che prevede il recupero energetico quale ultima ratio insieme allo smaltimento. La stessa direttiva invita gli stati membri ad adottare ‘misure volte ad incoraggiare le opzioni che danno il miglior risultato ambientale complessivo’. Per l’Europa quindi differenziata e recupero energetico sono in contrasto”.
Il segretario provinciale analizza i dati della raccolta differenziata dei Comuni che scaricano a Cerratina e trova che si è ben lontani dall’obiettivo di legge che quest’anno era fissato al 60 per cento.
Rileva, inoltre, che mentre molti piccoli comuni risultano virtuosi, la stessa cosa non si può dire per il comune di Lanciano, fermo intorno al 30 per cento. E a riguardo Di Gregorio non manca di sottolineare che l’assessore all’Ambiente di Lanciano fino a poco tempo fa era proprio Caporrella.
“La discarica di Cerratina – continua il segretario – ha ancora più di due anni di vita, stando ai dati della Regione e soprattutto considerando l’attuale livello di differenziata del territorio. Se già aumentasse la quota di differenziata la vita residua della discarica aumenterebbe consistentemente al di là di previsti o autorizzati aumenti della volumetria.
Certamente pesa su Cerratina, il continuo afflusso di rifiuti negli anni dalle varie province abruzzesi, segno evidente dell’incapacità dei vari enti preposti a programmare e fare investimenti per l’impiantistica adeguata (TMB, impianti di compostaggio) a rendere ciascun territorio autonomo. A maggior ragione l’ex-consorzio di Cerratina avrebbe potuto e dovuto utilizzare i profitti dati dai rifiuti extra-consortili proprio per garantire tale autonomia”.
Dunque, per evitare il collasso delle discariche, per Di Gregorio è necessario realizzare impianti di compostaggio ed implementare la raccolta differenziata.
“Se l’assessore provinciale – conclude Di Gregorio – afferma che ad oggi non ci sono soluzioni, forse farebbe meglio a dimettersi”. (ar. ia.)





