LANCIANO – La pavimentazione è sconnessa e si tenta di rimettere insieme i pezzi con lo scotch. Si presenta così il Pronto soccorso di Lanciano, recentemente inaugurato, tra i corridoi degli ambulatori.
Una condizione di precarietà che ha dell’impensabile a pochi mesi dalla ristrutturazione, come raccontano le foto di Andrea Franco Colacioppo. A denunciare lo stato di pericolo per i pazienti del Renzetti, che registra oltre 40 mila accessi l’anno, è Rovetto Marcello, ex capogruppo di Progetto Lanciano e candidato alle scorse amministrative a sostegno di Tonia Paolucci (Libertà in azione).
“Quel pavimento, pagato con soldi pubblici, non può e non deve restare in queste condizioni – dice Rovetto -. Non ci sono scuse, non ci sono giustificazioni. Se c’è stato un problema, non importa quale, non si va a comprare lo scotch ma si fanno solo due telefonate in rapida successione: una all’impresa e l’altra all’avvocato. Si eviti di sbandierare ai quattro venti la costruzione di nuovi ospedali. Al popolo basta anche solo un pavimento fatto a regola d’arte e che duri più di due mesi”.
Solo ad aprile scorso era stata inaugurata la nuova ala, con spazi più ampi per le attività e modifica l’accesso, sia pedonale sia per gli automezzi. In quell’occasione era stata dichiarata pressoché finita l’opera di ampliamento del nuovo pronto soccorso, aperto nel 2015.
L’opera è stata finanziata per un importo pari a un milione 328 mila euro, a cui sono stati aggiunti altri 250 mila euro di fondi aziendali per la sistemazione esterna e lavori di collegamento impiantistici. Un percorso che si è rivelato tortuoso, scandito da ritardi nell’avanzamento dei lavori causati da problemi interni alla prima impresa a cui era stata affidata l’opera, nel 2011.
La stessa ha realizzato solo parzialmente i lavori della prima fase, portati a termine da un’altra ditta a seguito della rescissione del contratto con la prima. Le realizzazioni mancanti sono state eseguite dalla società Nocivelli, di Castignato (Brescia) per 174 mila euro, e hanno riguardato i cablaggi dei quadri elettrici e le sistemazioni lasciate incompiute dalla prima aggiudicataria. I lavori sono stati affidati all’Ati formata da Sciascio Consiglio, Fantini e D’Ippolito per un importo di 426.956 euro.



