LANCIANO – Il percorso delle opere incompiute torna a Lanciano (Chieti) nel Foyer del teatro Fenaroli, nella decima edizione di (Con)fusioni. La mostra fotografica sarà presente nel consueto e prestigioso salotto dal 7 al 20 maggio e verrà accompagnata da incontri, reading e occasioni d’arte. Un evento ideato dal graphic designer Luca Di Francescantonio e organizzato dall’associazione culturale Arena7, con il patrocinio del Comune di Lanciano. Curatrice della mostra fotografica Michela Piccoli, in collaborazione con Angelo Bucci, foto visual a cura di Enzo Francesco Testa.

All’inaugurazione di questa sera, alle 19, sarà ospite lo scrittore Alessio Romano con il suo libro “D’amore e baccalà”. Nei prossimi giorni, in mostra le opere dei seguenti autori: Sandra Lazzarini, Giovanna Eliantonio, Francesca De Chirico, Antony Stone, Valentina De Santis, Giancarlo Bomba, Valeria Ranalli, Andrea Gagliardi, Alessia Morellini, Francesco Marini, Pier Costantini, Sitri, Alberta Aureli, Luana Rigolli, Serena Cutilli, Lara Zibret, Antonio Rochira, Mara Patricelli, Flavia Rossi, Angelo Presenza e Sofia Bucci.

“(Con)fusioni – commenta l’assessore alla Cultura di Lanciano, Marusca Miscia – è una rassegna importante nel panorama della cultura abruzzese. Ormai da dieci anni si accredita come manifestazione consolidata, riconosciuta e sostenuta da questa amministrazione come luogo e momento di riflessione artistica della comunità cittadina che si apre all’esterno attraverso artisti provenienti da tutto l’Abruzzo, e non solo. L’associazione Arena 7 rappresenta una continua fonte di ricchezza culturale, caratterizzata da un’impronta innovativa e stimolante che tocca ogni ambito artistico”.

“In questi anni l’evento è cresciuto in qualità grazie a tutte le persone che hanno aderito, partecipato, coordinato, esposto, sponsorizzato, patrocinato: e devo dire grazie a tutti – dice Luca Di Francescantonio -. In questo evento si sono incontrate tante persone e da questi incontri sono nate tante cose.  Artisti e creativi del territorio abruzzese e non solo. Nel suo essere una mostra anomale, dell’incompiuto, per l’appunto, è riuscita ad inglobare preziose creatività”.

“E quest’anno, nonostante la speciale ricorrenza, abbiamo anche deciso di contenerci per tornare alle origini – conclude Di Francescantonio -. A quando è nata come una piccola mostra dentro il foyer, con quei primi artisti che siamo riusciti a rintracciare”.