LANCIANO – I figli minorenni utilizzati come “scudo umano”, scagliati contro i poliziotti per colpirli con calci negli stinchi e a suon di provocazioni, e impedire così la perquisizione domiciliare che avrebbe portato alla luce le prove dello spaccio.
È quello che emerge dai video girati con i cellulari venerdì scorso nell’alloggio di edilizia popolare di una coppia rom, in via Sigismondi, nel quartiere Santa Rita a Lanciano (Chieti).
Immagini, diventate virali – riporta Il Centro -, che mostrano un intero nucleo familiare, inclusi i figli minorenni (tre su quattro), che reagisce con ferocia per impedire le attività di polizia.
I poliziotti sono fermi, nell’alloggio Ater, e tutt’attorno padre, madre e figli strepitano e si agitano: “Sono senza mandato, è un abuso di potere”, ripetono. “Bravi, complimenti, davanti a un bambino, ora avrà un trauma”, dice un ragazzo spingendo il fratellino contro gli agenti e a favore di video. Nei momenti subito precedenti a quelli mostrati dai video, gli agenti hanno disarmato la madre che li minacciava brandendo un coltello da cucina (lama 20 cm) e riportato alla calma il padre che, dopo insulti e percosse, aveva iniziato anche a togliersi i vestiti.
Il bilancio dell’operazione è stato di tre operatori feriti, due in forza al Commissariato di Lanciano e uno della Volante di Chieti, costretti a ricorrere alle cure del Pronto soccorso per contusioni (7 giorni di prognosi).
“D’intesa con il pubblico ministero, si è proceduto alla denuncia a piede libero dei soggetti – precisa il sindacato il segretario generale Cosap, Sergio Scalzo – la scelta di non procedere all’arresto immediato è stata dettata esclusivamente dalla volontà di scongiurare un’ulteriore recrudescenza della violenza da parte degli adulti, che avrebbe esposto i minori ad ulteriori rischi”.





