L’AQUILA – Se è vero che il Natale è un giorno di festa, con la corsa ai regali, l’acquisto degli addobbi, la scelta degli ingredienti più buoni per i pranzi e le cene con i parenti, dall’altra significa anche dedicarsi al prossimo e investire un po’ del proprio tempo per aiutare le persone meno fortunate, coloro che vivono ogni giorni di stenti e difficoltà e che, proprio il giorno di Natale, forse li sentono ancora di più.
Lo sanno bene i volontari del Banco Alimentare Abruzzo, la realtà che quotidianamente si occupa del recupero di eccedenze alimentari per poi redistribuirle gratuitamente ad associazioni ed enti caritativi della Regione.
“Quest’anno – spiega ad AbruzzoWeb il responsabile della comunicazione della fondazione, Piergiorgio Greco – sono stati circa 38 mila gli assistiti in tutta la regione che vivono nella fascia di povertà e che si trovano quindi costretti a chiedere aiuto ogni giorno”.
Dati, quelli del Banco Alimentare, che parlano chiaro e che, soprattutto in concomitanza delle festività natalizie, fanno riflettere, soprattutto se si tiene conto del fatto che nel 2008, anno dell’esplosione della crisi economica, gli indigenti ammontavano “solo” a 25 mila.
Per la precisione, le strutture convenzionate in tal senso in Abruzzo sono 204 e, solo nel 2015, hanno raccolto 1.672,589 tonnellate di alimenti. Qualcosa in più rispetto allo scorso anno, quando le tonnellate raccolte erano state 1.434,973 per un valore di più di 3 milioni di euro, tutti ugualmente redistribuiti ai meno fortunati della Regione. Ma di chi si tratta per la precisione? Chi sono queste persone in difficoltà?
“In un momento di crisi come quello che stiamo attraversando – aggiunge lo stesso Piergiorgio Greco – è difficile classificare di chi si tratti. Sono le persone e le famiglie che fanno fatica ad arrivare a fine mese e che, per questo, si rivolgono ogni giorno alle associazioni e agli enti caritativi distribuiti sul territorio regionale”.
Ma non finisce qui. Secondo i dati nazionali pare che, tra alti e bassi, si tratti di un trend in progressiva crescita e che siano sempre di più le famiglie indigenti e in difficoltà economica. È questo forse uno dei motivi per cui, accanto all’attività quotidiana, la fondazione Banco Alimentare Onlus organizza ogni anno la giornata Nazionale della Colletta Alimentare.
Giunta alla sua 19esima edizione, si tratta oggi di un importante momento di coinvolgimento e sensibilizzazione della società civile al problema della povertà alimentare attraverso l’invito a un gesto concreto di gratuità e di condivisione. ”Fare la spesa per chi è povero” la parola d’ordine della giornata durante cui, grazie a una fitta rete di supermercati aderenti su tutto il territorio, ciascuno può donare parte della propria spesa per rispondere al bisogno di tutti coloro che vivono nella povertà e nell’indigenza.
“In Abruzzo – precisa il responsabile della comunicazione in tal senso – sono state donate quest’anno 198 tonnellate di alimenti: 64 a Pescara, 51 a Teramo, 56 a Chieti e 27 all’Aquila”.
Trecento i punti vendita, distribuiti in tutta la regione. Trecento punti vendita in cui hanno lavorato circa 400 mila volontari del Banco Alimentare, tutti per la maggior parte giovani e desiderosi di dare una mano al prossimo pure di non stare con le mani in mano. Nel 2014, erano state messe insieme 207 e, pertanto, quest’anno, forse complice la crisi stessa, si è registrato un calo del 4,3 per cento.
Proprio nei giorni scorsi è in ogni caso iniziata la redistribuzione dei prodotti mediante gli enti convenzionati che, anche quest’anno, si occuperanno così di allietare le feste di coloro che, meno fortunati, non avrebbero altrimenti la possibilità di festeggiare in compagnia e godersi un momento importante come, appunto, il cenone o il pranzo di Natale.




