PESCARA – Nove Comuni abruzzesi, nella sala d’Annunzio dell’ex-Aurum di Pescara, hanno consegnato la cittadinanza onoraria al magistrato della Procura di Palermo Nino Di Matteo.
“Il delitto di Peppino Impastato va ricordato perché è la vicenda madre della trattativa Stato-Mafia. Per lui venne attuata un’azione di clamoroso depistaggio delle indagini per il quale si vuole far passare Impastato per un suicida o per un attentatore. Se c’è depistaggio, non passa tra le mani di un Totò Riina o di un Badalamenti: sono cose che passano attraverso le mani di esponenti delle istituzioni, quindi chiediamoci cosa c’è dietro, cosa si vuole nascondere”, ha detto il giudice.
Secondo Di Matteo queste ‘stranezze’ ci sono “in troppi delitti eccellenti, è una costante. Sappiamo chi ha ucciso Dalla Chiesa, ma non sappiamo chi ha prelevato appunti e diari dalla sua cassaforte. Conosciamo il nome di chi ha schiacciato il bottone del tritolo per Falcone ma non come sia stato possibile trovare il suo computer al ministero vuoto e manomesso. Così come per Borsellino: aveva un’agenda rossa, e ora non c’è più”.
Nel corso dell’iniziativa pubblica “Dalla parte della legalità”, organizzata dal Consiglio comunale di Pescara, alla presenza degli studenti di 18 istituti superiori e medi di Pescara, i rappresentanti dei Comuni di Pescara, Chieti, Montesilvano (Pescara), Spoltore (Pescara), Città Sant’Angelo (Pescara), Bucchianico (Chieti), Miglianico (Chieti), Mosciano Sant’Angelo (Teramo) e Pineto (Teremo) hanno consegnato il riconoscimento al magistrato palermitano, che ha istituito alcuni dei principali processi contro la mafia ed è per questo sottoposto a misure di sicurezza straordinarie.
“Grazie al Movimento 5 Stelle oggi a Pescara è stata consegnata la cittadinanza onoraria di nove comuni abruzzesi a Nino Di Matteo. Un’iniziativa voluta e portata avanti con tenacia da Massimiliano Di Pillo, consigliere comunale M5S, dal gruppo di Pescara e da tutti i consiglieri #M5S degli altri comuni abruzzesi”. Così il deputato grillino Gianluca Vacca. “Una pagina bellissima per tutto il Movimento 5 Stelle Abruzzo. Grazie ragazzi, oggi a Pescara si respira quel fresco profumo di libertà che si contrappone al puzzo del compromesso. W il MoVimento 5 Stelle!”.
“Ritengo che le minacce al magistrato Nino Di Matteo non arrivino dalla mafia, che in fin dei conti ha molti dei suoi esponenti in carcere e poco da temere, ma da quella parte deviata dello Stato che ha voluto la trattativa e le stragi del 1992 e 1993, e che negli ultimi 20 anni ha dato vita alla congiura del silenzio, nel tentativo di affossare il processo”, ha detto Salvatore Borsellino, fratello del giudice assassinato dalla mafia e fondatore del movimento Agende rosse, in collegamento via Skype, nel corso dell’iniziativa.
“Qualcuno ha detto che la magistratura è una schifezza. Sono affermazioni che si commentano da sole, ma delle quali non va sottovalutata la pericolosità, proprio perché provengono da un leader politico”, ha detto Di Matteo, a margine dell’ iniziativa, in risposta all’affermazione pronunciata ieri dal leader della Lega, Matteo Salvini.





