MILANO – La vita per le testate editoriali nate sul web è molto dura e il loro più grande successo, al momento, è la loro stessa sopravvivenza.
Sono queste le conclusioni che si possono trarre dalla ricerca condotta dall’università di Oxford su nove realtà del giornalismo online europee: tre tedesche, tre francesi e tre italiane.
Per l’Italia, sono stati analizzati i tre player puri più in vista, ovvero Linkiesta, Il Post e Lettera 43.
Tra loro, solo due si distinguono per essere riusciti a raggiungere il break even, e non sono italiane: sono la tedesca Perlentaucher e la francese Mediapart.
Per i tre casi esaminati in Italia, come sostengono gli autori della ricerca, è ancora molto presto per capire se e quali sopravviveranno.
Spiccano anche le differenze tra le singole testate: un giornalismo di denuncia per Linkiesta, con pochi lettori e una redazione scarna, pochi giornalisti e una copertura globale per Il Post, un po’ a modello di super-blog, capitali forti iniziali e una redazione molto estesa invece per Lettera43, impegnata peraltro a diversificare lanciando nuovi canali e testate verticali nei prossimi tempi.
Insomma, in un mercato dominato da un lato dai vecchi media e dall’altro, sul fronte pubblicitario, da grandi marchi che hanno di fatto il monopolio, come Google, alle nuove realtà non resta che buttarsi oltre l’ostacolo ma anche distinguersi seguendo una propria linea editoriale.



