L’AQUILA  – Emerge qualche altra indiscrezione sul nuovo corso del quotidiano nazionale La Stampa in seguito alla operazione di acquisto dalla famiglia Elkann che, secondo la ricostruzione fatta da Dagospia, parla abruzzese visto che la scalata è stata condotta dal gruppo Sae dell’aquilano Alberto Leonardis, presidente e ad, con la partecipazione al 25 per cento del gruppo industriale abruzzese Toto.

In particolare, per quanto riguarda i nuovi vertici giornalistici, stando a quanto si è appreso, potrebbe non essere dell’aquilano Luciano Tancredi, attuale direttore de La Nuova Sardegna e fedelissimo del concittadino di Leonardis, la poltrona di vice direttore.

Tancredi, che negli anni scorsi, è stato contemporaneamente direttore di più testate del gruppo Sae, rimarrebbe alla guida del quotidiano sardo, l’ammiraglia dei quotidiani locali, con un ruolo importante nel gruppo come persona di fiducia di Leonardis.

Sarebbe in lizza invece per un incarico importante nella conduzione giornalistica l’altro aquilano, Alessandro De Angelis, professionista da molti anni trasferitosi nella capitale, che è da due anni caporedattore nella redazione romana del quotidiano torinese.

De Angelis, volto noto nei talk nazionali sulla politica, prima di trasferirsi a La Stampa, è stato vice direttore dell’Huffpost. E con il nuovo corso potrebbe avere una promozione prestigiosa e di collegamento tra le due proprietà.

Per quanto riguarda invece la direzione del giornale in pole position resta il messinese Antonio Di Rosa, direttore editoriale di Sae, al posto di Andrea Malaguti.

Ad inizio marzo il Gruppo Gedi della famiglia Elkann e Sae hanno firmato il contratto preliminare di cessione, dopo mesi di trattative, del quotidiano torinese.

L’acquisizione dal valore di 50 milioni, avverrà con una newco, controllata ovviamente dal gruppo di Leonardis, con il 51% nella quale, come rivelato da Dagospia, il gruppo Toto, con il 25% si è unito alla compagine di cui faranno parte la holding Exor della famiglia Agnelli-Elkann, tramite una società non profit di nuova costituzione, con il 20%, Federtennis di Angelo Binaghi con il 6%, Fondazione Cuneo, Confindustria Torino e altri imprenditori piemontesi, ma con piccole quote, mentre è in via di definizione l’impegno di Reale Mutua Assicurazioni. Le grandi fondazioni torinesi, come Crt e Compagnia di San Paolo, invece hanno preferito sfilarsi.

Un cambio della guardia non indolore, con i sindacati in fibrillazione che chiedono garanzie su posti di lavoro e linea editoriale.

La Stampa rappresenta un altro passaggio decisivo per Sae nel consolidamento di un nerwork editoriale che già annovera i quotidiani Il Tirreno, Gazzetta di Reggio, Gazzetta di Modena, La Nuova Ferrara, La Provincia Pavese, tutti ceduti  Gedi, la Nuova Sardegna e lo storico Paese Sera. Ed ancora Mamme Magazine ed ErasMag. In Abruzzo poi Leonardis ha varato il quotidiano on line Abruzzo daily. Sono poi arrivate Next different, società di comunicazione integrata e a metà novembre Uniting Group Holding spa, con 50 milioni di fatturato.