TORINO – Il Gruppo Gedi e il Gruppo Sae, dell’imprenditore aquilano Alberto Leonardis, comunicano di aver firmato il contratto preliminare di cessione a quest’ultimo del quotidiano La Stampa.
La cessione – spiega una nota di Gedi – comprende anche le testate collegate, le attività digitali, il centro stampa, la rete commerciale per la raccolta pubblicitaria locale, nonché le attività di staff e di supporto alla redazione.
L’acquisizione avverrà attraverso un veicolo di nuova costituzione, controllato dal Gruppo Sae, nel quale si prevede anche l’ingresso di investitori legati al territorio del Nord Ovest. Questo, dopo che a fine gennaio, la Fondazione Compagnia di San Paolo e la Fondazione CRT si erano chiamate fuori dalle trattative per l’acquisizione (Qui il link)
“L’esperienza maturata dal gruppo Sae, che opera nei settori dell’informazione e dei servizi di comunicazione a livello nazionale, costituisce – si legge nella nota congiunta – una solida base per la realizzazione di un progetto editoriale sostenibile e di lungo termine”.
“Il progetto mira a garantire continuità nel posizionamento storico della testata, preservandone l’indipendenza editoriale e il profondo legame con il suo territorio. Il perfezionamento dell’operazione è previsto entro il primo semestre del 2026”.
La cessione è subordinata all’espletamento delle usuali procedure sindacali e burocratiche previste.
Sae, primo gruppo a capitale italiano indipendente dell’editoria e della comunicazione integrata, nato solo 5 anni fa, in poco tempo si è affermato come uno dei più importanti player dell’editoria in Italia, acquisendo i quotidiani Il Tirreno, La Nuova Sardegna, Gazzetta di Reggio, Gazzetta di Modena, La Nuova Ferrara, La Provincia Pavese, tutti ceduti a Sae dal gruppo Gedi di John Elkann, la Nuova Sardegna e lo storico Paese Sera. Alle acquisizioni si aggiungono Mamme Magazine ed ErasMag.
Da poco, nella sua regione, Leonardis ha varato il quotidiano on line Abruzzo daily. Sono poi arrivate Next different, società di comunicazione integrata varata ad ottobre 2024 e che già fattura 80 milioni di euro, con 270 posti di lavoro, affermandosi già come tra i principali players italiani del settore e a metà novembre Uniting Group Holding spa, con 50 milioni di fatturato.
Numeri da incorniciare quelli del 2025 per il bilancio del Gruppo Sae, con ricavi in crescita a 175,5 milioni di euro, con indice Ebitda, che misura la redditività operativa di un’azienda, al 4% per il settore editoria, e al 10% per quello della comunicazione integrata. Un valore per gli azionisti iniziali moltiplicato per nove volte, con un capitale sociale arrivato a 44.229.000 euro.
Leonardis, 60 anni, è figlio di Giovanni Leonardis, indimenticato primario anestesista aquilano, e dopo prestigiosi incarichi sia nel pubblico che nel privato, ha fatto il suo ingresso nel mondo dell’editoria nel 2016, con l’acquisto dal gruppo L’Espresso, del quotidiano abruzzese Il Centro, in società con Cristiano Artoni, distributore del giornale, che ha poi ceduto il suo pacchetto azionario ai suoi due compagni di cordata, il costruttore aquilano Luigi Palmerini e l’imprenditore re delle cliniche private Luigi Pierangeli, titolare della tv privata Rete 8. Nel 2018 però Leonardis è uscito dalla società. Leonardis è entrato anche nel consiglio generale della Fieg, la Federazione italiana editori giornali.
In una nota Slc Cgil scrive: “La vendita al gruppo Sae de La Stampa e delle testate e strutture collegate non ci coglie di sorpresa e l’auspicio è che sorprese non arrivino in fatto di piena e buona occupazione. Ci aspettiamo un piano industriale all’altezza di una testata storica qual è La Stampa, che tuteli lavoratori e professionalità, che non ne disperda il patrimonio ma, al contrario, garantisca futuro e indipendenza editoriale. Al fianco dei lavoratori Slc Cgil vigilerà sulle scelte dell’acquirente che si augura vengano illustrate in tempi brevi”.
LA STAMPA
La Stampa è uno dei quotidiani più antichi e prestigiosi d’Italia. Fondata a Torino dal giornalista e scrittore Vittorio Bersezio il 9 febbraio 1867, come Gazzetta Piemontese, ha accompagnato la crescita industriale, politica e culturale del Paese. Nel 1895 il giornale cambia nome e nasce La Stampa.
Per oltre un quarto di secolo il quotidiano torinese si identifica con il suo direttore e comproprietario, Alfredo Frassati, che lascia il giornale nel 1925 per imposizione del fascismo.
Nel corso del Novecento il giornale rafforza il suo legame con la famiglia Agnelli che ha avuto per decenni un ruolo centrale nel suo assetto societario. Per Gianni Agnelli, La Stampa non era solo un investimento editoriale, ma anche uno strumento culturale capace di rappresentare Torino e l’Italia nel mondo. Il quotidiano rifletteva infatti la visione internazionale dell’Avvocato: un’Italia moderna, industriale, europea, aperta ai mercati e ai grandi equilibri geopolitici.
Proprio l’anima internazionale rappresenta uno dei tratti distintivi del quotidiano. Accanto all’attenzione per la politica e la cronaca italiana, La Stampa ha sempre dedicato ampio spazio agli esteri, con corrispondenti e analisi sui principali scenari globali.
Tra i direttori più significativi Giulio De Benedetti, che contribuì alla rinascita del giornale dopo il periodo fascista, Arrigo Levi, Gaetano Scardocchia, Paolo Mieli, Ezio Mauro, Mario Calabresi, Giulio Anselmi, Marcello Sorgi, Massimo Giannini.
Un passaggio importante è avvenuto nel 2020, quando si è realizzata l’integrazione editoriale con il quotidiano ligure Il Secolo XIX.
L’operazione, promossa dal gruppo Gedi, ha portato alla creazione di un unico sistema editoriale con due testate distinte per rafforzare la presenza nel Nord-Ovest e nel panorama nazionale. L’attuale direttore Andrea Malaguti, in carica dal 7 ottobre 2024, ha ricevuto il 17 febbraio la solidarietà dal presidente della Repubblica Sergio Mattarella per i fatti di fine novembre, quando la redazione era stata
assaltata da un centinaio di manifestanti.
Secondo gli ultimi dati sulla diffusione, che risalgono a dicembre scorso, con 67.180 copie cartacee e digitali La Stampa è al quarto posto tra i giornali generalisti.





