L’AQUILA – A L’Aquila dal 2008 si sono persi nelle scuole dell’infanzia, elementari, medie e superiori, solo 381 studenti (a livello provinciale la perdita è stata molto più acuta), dato che smentisce la tesi catastrofista, più volte sostenuta, secondo cui c’è stata nel post sisma un’emorragia di popolazione.
Non solo: in base alle proiezioni statistiche in futuro i giovani studenti cresceranno ancora del 3 per cento, con una componente di figli immigrati sempre più consistente, soprattutto in alcune frazioni del capoluogo.
Sono solo alcuni dei dati che emergono dallo studio del Cresa realizzato dal ricercatore Alberto Bazzucchi, basato sui numeri degli archivi dell’Istat, del Servizio anagrafe del Comune dell’Aquila, dell’Osservatorio scolastico della Provincia dell’Aquila e dell’Ufficio Regionale Scolastico dell’Abruzzo.
Uno studio che spezza molti luoghi comuni, e offre importanti indicazioni per il futuro assetto della città soprattutto se calato nel contesto dell’andamento della demografia scolastica della Regione Abruzzo. Autorizzando anche a un timido ottimismo.
“Nel post sisma – premette Bazzucchi – inevitabilmente si sono registrate sensibili diminuzioni di iscritti nelle scuole, perché un numero significativo di aquilani, lasciando immutata la residenza, sono andati a vivere altrove iscrivendo di conseguenza i figli nelle scuole di altre città, province o regioni.
Ora però, dai dati che abbiamo raccolto è evidente che lentamente si sta tornando alla situazione pre-sisma”.
“Nel 2011 – aggiunge Bazzucchi – non poco allarme suscitarono i risultati del Censimento Istat secondo i quali la popolazione sarebbe improvvisamente scesa dalle 71 mila unità del 2010 alle 66 mila dell’anno successivo. Questo “salto” verso il basso è una caratteristica di ogni fase censuaria, ed è dovuto alla discrepanza tra la popolazione registrata presso le liste anagrafiche comunali – che nel tempo possono accumulare errori e casi di pluriiscrizioni – e la popolazione censita con cadenza decennale dall’Istat – che ha dei limiti di copertura per mancate, parziali o errate risposte da parte dei cittadini. Dopo una intensa attività di “ripulitura” e rettifica sia da parte del Comune che dell’Istat dopo alcuni anni i due dati tenderanno a convergere, che è quello che sta succedendo”.
L’utilità di questo studio, auspica infine Bazzucchi, “è che venga preso nella dovuta considerazione dai decisori politici, per programmare ad esempio il numero dei docenti che saranno in futuro necessari, ma anche per sapere in anticipo dove fare investimenti per le strutture scolastiche e il loro dimensionamento, tenuto conto che ci sono ancora molte strutture post-sismiche da smantellare ed edifici da ricostruire”.
Una cosa è certa: gli effetti di spopolamento della città prodotti dal terremoto potevano essere ben peggiori, fatto che in parte non stimabile è certo avvenuto ma in misura forse inferiore anche alle più pessimistiche aspettative. La presenza di una quota consistente di popolazione in giovanissima età rappresenta una sorta di guarentigia sugli andamenti futuri. La città in ricostruzione non sembrerebbe destinata ad essere una landa deserta, perché ad ogni figlio iscritto a scuola corrisponde un famiglia che non solo è residente sulla carta, ma che vive e a lavora in città, e probabilmente continuerà a farlo.
LA SITUAZIONE IN ABRUZZO
Nell’anno scolastico 2015-16 nelle scuole primarie e secondarie abruzzesi gli iscritti sono 178.205, così distribuiti nei vari cicli scolastici: 17 per cento nelle scuola materne, 31 per cento nella scuola primaria (le elementari), 19 per cento nelle scuola secondaria di primo grado ( le scuole medie) e il 33 per cento scuola secondaria di secondo grado (le superiori).
Complessivamente si registra un calo di 3.500 rispetto all’anno scolastico 2008-2009.
Un dato in controtendenza rispetto alla situazione italiana, dove la popolazione scolastica è invece aumentata dell’1,2 per cento, grazie soprattutto alle iscrizioni dei figli degli immigrati.
Il calo però è a macchia di leopardo: alla provincia dell’Aquila sono attribuibili quasi due terzi dell’intero calo abruzzese considerato che le sue scuole hanno registrato una perdita di quasi 2.200 iscritti.
Il contributo delle scuole delle province di Teramo e Chieti è stato ugualmente negativo ma molto inferiore a quello aquilano (rispettivamente -1.075 e -812 iscritti).
La provincia di Pescara ha mostrato invece un andamento in linea con quello medio nazionale con una crescita dei frequentanti di poco superiore all’1 per cento (pari a +550 unità rispetto al 2008).
GLI ISCRITTI ALL’AQUILA NEL 2008 E OGGI
Nell’anno scolastico 2008-2009 le scuole statali e paritarie aquilane registravano complessivamente 11.917 iscritti. Nell’anno scolastico 2015-2016 gli iscirtti sono 11.536, ovvero 381 iscritti in meno, con un calo in percentuale del 3,2 per cento.
Tenuto conto che il calo nello stesso periodo in Abruzzo è stato del 2 per cento, e in Provincia dell’Aquila è stato più consistente, si può affermare che il terremoto non ha influito più di tanto nella popolazione studentesca aquilana, visto che, osserva Bazzucchi, “una parte del calo – quella delle elementari, medie e superiori – andrebbe attribuita al decremento di popolazione nelle fasce di età corrispondenti ai singoli livelli di istruzione, in altri termini ci sono meno iscritti perché ci sono meno giovani, ma si tratta di un fenomeno che riguarda metà dell’Italia non solo L’Aquila”.
Interessante l’analisi dettagliata delle varie fasce scolastiche .
Nelle scuole dell’infanzia dell’Aquila rispetto all’anno 2008-2009 il saldo è sorprendentemente positivo: nel presisma erano gli iscritti erano 1.735, sono scesi nel 2009-2010 a 1.662, poi la tendenza si è invertita e sono oggi 1.887, ovvero152 iscritti in più rispetto a sei anni fa.
Gli alunni delle scuole elementari sono oggi complessivamente 3.010, 2.700 circa iscritti nelle scuole statali e 320 in quelle paritarie.
Rispetto al 2008-2009 il numero degli iscritti risulta inferiore di 170 unità, visto che erano 3.178. Ma dal 2008-2009 si registra un costante trend positivo, nel 2009-2010 si era registrato un crollo a 2.848 iscritti.
La popolazione scolastica delle scuole medie nel 2008-2009 era pari a 2.214 studenti. Oggi è scesa a 1.870 iscritti. C’è però da dire che anche qui si registra un certo recupero rispetto ai dati del 2014-2015 quando gli iscritti erano 1.843.
Infine le scuole superiori: nel 2008-2009 erano 4.790, nel 2009/2010 sono scesi a 4.577, oggi sono 4.769, appena 21 in meno di sei anni fa.
Nella ricerca si riportano i dati dettagliati per ciascun istituto: nel Liceo classico gli iscritti sono il calo, da 620 del 2008-2009 ai 456 del 2015-2016, aumentano invece nel Liceo scientifico e in quello artistico, rispettivamente da 963 a 1.010 e da 119 a 142.
Nell’istituto professionale alberghiero grande salto in avanti, da 481 a 667, mentre scendono gli iscritti nell’Istituto professionale Industria e artigianato (da 149 a 111) e nell’Istituto professionale per l’agricoltura e l’ambiente (da 128 a 84).
PROIEZIONI PER IL FUTURO
Nella ricerca si azzarda anche una “proiezione” sugli scenari futuri, basati sugli “sviluppi evolutivi inerziali”, dipendenti dalle caratteristiche della attuale struttura demografica e dall’età degli iscritti attuali.
Si parte da un presupposto: la popolazione residente nel comune dell’Aquila nelle fasce in età scolare 3 tra 18 anni ha evidenziato negli ultimi sette anni una tendenza complessivamente decrescente, che però sarà compensata dalla struttura per età degli stranieri attualmente residenti (con forte presenza di giovani) e dall’arrivo di ulteriori nuclei di familiari di cittadini stranieri.
Questo perché il numero di stranieri residenti a L’Aquila aventi un’età compresa tra 0 e 18 anni è cresciuto del 60 per cento nell’arco degli ultimi sei anni e in particolare è raddoppiato il numero di residenti stranieri fino a 10 anni.
Si prevedono dunque incrementi nel triennio 2017- 2019 degli iscritti alle elementari, nell’ordine del 2,5 per cento, mentre solo nel 2020 è ipotizzabile un leggero calo dell’1 per cento.
Ma questo non ovunque: il fenomeno non riguarderà le zone centrali della città ma investirà le frazioni di Roio, Pianola, Bagno, Monticchio in particolare, ma anche aree ad esse limitrofe come Paganica, Onna e San Gregorio. Dove, non a caso, c’è maggiore concentrazione di famiglie immigrate.
Invece si può ipotizzare un calo di iscritti nel centro storico, e nelle frazioni di Sassa, Torretta, S.Elia, Gignano Pettino, Arischia Santa Barbara, Santanza, San Sisto e San Giluiano.
Nelle scuole medie il periodo di massima espansione, considerata l’attuale struttura demografica, dovrebbe realizzarsi nella prima metà del prossimo decennio, in cui verranno superate le 1.760 unità, per poi scendere per assestarsi comunque ad un numero di iscritti superiore a quello attuale.
Previsto invece un andamento moderatamente declinante della domanda scolastica nella scuola materna, destinato probabilmente ad arrestarsi se saranno confermate le più recenti dinamiche migratorie.
Previsto infine un calo un progressivo degli iscritti alle scuole superiori, per tutto il prossimo decennio, con una perdita complessiva di circa 100 unità nel 2029.
Complessivamente però il numero degli iscritti alle scuole aquilane anche nel prossimo decennio non solo non calerà ma registrerà un piccolo incremento del 2 per cento.





