PESCARA – Il giallo dell’estate pescarese sembra ancora non avere una soluzione: la ruota panoramica, allestita all’ex Cofa, vicino il porto turistico, è ancora ferma e pare sia in procinto di essere smontata.
A chiedere una veloce rimozione è Armando Foschi, ex consigliere del disciolto Popolo delle libertà della giunta di Luigi Albore Mascia e oggi componente dell’associazione Pescara mi piace, che si è fatto promotore di un esposto alla procura della Repubblica.
“Ho portato tutta la documentazione in mio possesso – racconta ad Abruzzoweb – Le dichiarazioni di inizio attività rigettate, le perplessità espresse dai dirigenti ma soprattutto una lettera in mio possesso dove si evince l’abuso della struttura”.
“La pericolosità della ruota è evidente. Il dirigente che respinse la Dia, Gaetano Silveri, ha parlato della base di appoggio fermata con una piastra bullonata, ha contestato ben 13 carenze documentali e strutturali, ma il sindaco Marco Alessandrini continua a non fare nulla – aggiunge Foschi – nonostante durante una delle ultime sedute di Consiglio, il suo vice Enzo Del Vecchio abbia ammesso la quasi totale abusività dell’operato”.
“A quanto pare la piastra bullonata non è sufficiente per quella tipologia di terreno, lì sotto c’è un alto rischio idrologico per la vicinanza con il fiume e il vicinissimo porto. Sono stati bypassati completamente tutti i permessi da parte di Enac ed Enav e in quella zona c’è anche traffico aereo”, aggiunge.
Secondo Foschi “la ruota potrebbe anche crollare, già abbiamo avuto episodi fortunatamente isolati di gente che ci è salita nei giorni scorsi per farsi delle fotografie, quella zona è aperta, molto frequentata e non sorvegliata, per via della vicinanza con il luna park di alcuni giostrai locali. Inoltre, sabato sera per esempio, durante il concerto di Fiorella Mannoia, c’erano parcheggiate intorno moltissime vetture, se dovesse accadere qualcosa, potrebbe essere molto pericoloso”.
“Ho saputo che è stato tradotto il manuale d’istruzioni e d’uso della ruota, era scritto in cinese quindi è stata prodotta sicuramente in Cina, senza nulla togliere, cosa ne sappiamo della effettiva integrità dei materiali?”.
“Voglio auspicare – conclude Foschi – che chi di competenza non faccia passare altro tempo per la rimozione, o che quantomeno intervenga la polizia municipale con un sequestro preventivo; la stagione estiva è quasi conclusa, i pescaresi meritano un’amministrazione trasparente, che faccia e promuova attività nella legalità e con tutti i permessi e le rassicurazioni”. (l.l.)



