Prorogata la caccia al cinghiale fino al 6 gennaio. A darne notizia è lo stesso presidente della Regione in una nota a tutte le Province.
Piena soddisfazione è stata espressa dall’assessore all’ambiente e alla caccia, Antonio Assogna; la Provincia di Teramo, infatti, aveva chiesto la proroga sin dal settembre scorso quando le associazioni di agricoltori erano scesi in piazza per protestare contro gli “enormi” danni procurati alle colture dai cinghiali.
In quella circostanza, il presidente Ernino D’Agostino, si era incontrato con l’assessore regionale Marco Verticelli, rappresentandogli quella che gli agricoltori definiscono una “situazione drammatica”. Il numero dei cinghiali è cresciuto in maniera esponenziale negli ultimi tre anni; anche se non ci sono dati aggiornati, i capi sarebbero molte migliaia e ben al di sopra della cosiddetta “densità ottimale” , quella che garantisce gli equilibri ambientali. Il problema è particolarmente avvertito all’interno delle aree protette.
“In primavera partirà il nostro Piano di contenimento – commenta l’assessore Assogna – per la prima volta, consentirà l’abbattimento selettivo e le battute di caccia su tutto il territorio provinciale e non solo nelle aree di ripopolamento e cattura. Per raggiungere risultati ottimali è indispensabile che prosegua la collaborazione con l’Ente Parco Gran Sasso con il quale abbiamo sottoscritto un apposito protocollo d’intesa già qualche anno fa. Al Parco, quindi, chiediamo di procedere nella sua attività di contenimento anche attraverso la tecnica dell’abbattimento controllato con l’utilizzo dei selecontrollori formati dalla Provincia”.

Fonte: Provincia di Teramo