L’AQUILA – Cambia pelle la Protezione civile regionale, che da semplice direzione della Regione Abruzzo si avvia a trasformarsi in un’agenzia speciale dello stesso ente.

È praticamente pronto un progetto di legge che arriverà al più presto sul tavolo della Giunta regionale, con l’obiettivo di approvarlo al più presto.

A guidare la fase di rinnovamento sarà l’assessore al ramo Gianfranco Giuliante, che ha fatto preparare una bozza di riforma che verrà incastonata nella ristrutturazione complessiva della macchina del personale che sta varando un altro assessore, Federica Carpineta.

“La riforma è quasi pronta – conferma Giuliante ad AbruzzoWeb – ci stiamo lavorando e presto presenteremo il progetto”.

Dai dettagli che emergono, dovrebbe essere prevista l’assunzione di figure specialistiche, in particolare tecniche, per riorganizzare la squadra che sarà guidata dalla figura di un direttore.

Si tratta di una mossa che più amministrazioni regionali stanno valutando in questi giorni, per bruciare sul tempo il governo Monti.

L’esecutivo tecnico, infatti, ieri ha approvato una bozza di riforma complessiva che verrà discussa dalla Conferenza Unificata, che prevede tra gli altri provvedimenti l’ipotesi di accise più alte sulla benzina in caso di calamità.

Quasi una riproposizione della “tassa sulle disgrazie” del governo Berlusconi che, in caso di calamità, obbligava le Regioni a stanziare risorse prima di dichiarare lo stato d’emergenza per accedere al cofinanziamento statale: una procedura bocciata dalla Corte Costituzionale dopo il ricorso di sei amministrazioni tra cui l’Abruzzo.

Ora il governo Monti ci riprova, ma la volontà governativa di legiferare sulla Protezione civile non piace affatto alle Regioni, che vogliono mantenere l’esclusiva competenza su questa materia. In ogni caso si è appreso che il governo intende finalizzare la riforma entro il 19 aprile, ecco perché i tempi per una contromossa sono ristretti.

L’unica altra Regione in Italia che ha varato un’agenzia di Protezione civile fino a oggi è l’Emilia Romagna, che lo ha fatto in epoca non sospetta, addirittura sette anni fa, nel 2005, mentre il Lazio l’ha annunciata in questi mesi e ne sta discutendo in aula.

L’assetto della Protezione civile a livello nazionale è cambiato più volte, soprattutto dopo che per polemiche e anche inchieste giudiziarie è saltata l’ipotesi che si era ventilata di trasformazione in una società per azioni.

Da un estremo all’altro, il dipartimento è stato addirittura depotenziato, tanto da non essere in grado di intervenire in modo massiccio in occasione della recente nevicata a Roma o nel corso del naufragio della nave da crociera Costa Concordia. (alb.or.)