L’AQUILA – “Ho prima inventato e poi coordinato la cordata. Ho messo insieme rappresentanti di ogni territorio abruzzese e insieme abbiamo fatto l’operazione. Ora siamo, però, aperti ad allargare la base ad altre forze economiche che credono nel progetto. Sono stato il regista ma partecipo come imprenditore a pari condizione con gli altri”.
È riuscito a rimanere sotto traccia fino all’atto finale nella complessa trattativa, una volta ufficiale il passaggio del quotidiano abruzzese Il Centro dal gruppo l’Espresso alla cordata Pierangeli, Alberto Leonardis, 50enne manager di origini aquilane da molti anni a Roma.
Ora esce allo scoperto segnalandosi come novità e anche sorpresa, visto che AbruzzoWeb nelle passate settimane aveva fatto i nomi di tutti i pretendenti all’acquisto del giornale abruzzese.
Leonardis, manager vicino all’area Pd per sua ammissione lobbista, è il primo a parlare pubblicamente tra i quattro attori a poche ore dalla firma del contratto avvenuta l’altro ieri sera a Roma.
Pur commentando con il consenso dei compagni di avventura, il 50enne, uomo in Abruzzo legato al presidente della Regione, Luciano D’Alfonso, e al vice Giovanni Lolli, parla da protagonista: non a caso, fa delle anticipazioni importanti, “sarò responsabile del giornale’, in pratica indicando la linea dopo un’operazione che, nonostante i vincoli di riservatezza, emerge sia costata oltre 6 milioni di euro.
Uno sforzo importante per far rimanere in Abruzzo un influente giornale cartaceo fatto insieme al re delle cliniche private, Luigi Pierangeli, al costruttore aquilano Luigi Palmerini e al distributore del Centro, Cristiano Artoni.
Mentre Leonardis esce allo scoperto, il deputato abruzzese di Forza Italia Fabrizio Di Stefano boccia con una nota l’acquisizione: “Sapere che il presidente del maggior gruppo della sanità abruzzese, oltre a essere proprietario della più diffusa tv privata locale, acquisisce anche la proprietà del maggior quotidiano della nostra regione, mi lascia perplesso”.
Secondo quanto si è appreso, il contratto è stato firmato martedì sera e prevede la piena operatività a fine ottobre.
Inizialmente, come sottolineato da Leonardis, la nuova proprietà confermerà l’attuale direttore, Mauro Tedeschini.
“Una volta saputo di questa opportunità – spiega ancora Leonardis – ho pensato a un’operazione di tipo istituzionale con rappresentanti imprenditoriali di tutto il territorio. Ho prima sentito l’aquilano Palmerini, poi Pierangeli, che ha anche da anni Rete8, e infine Artoni, teramano, che ha una grande agenzia di distribuzione”.
“È stata un’operazione di tipo istituzionale, nessuno prevale, nessuno ha la maggioranza, non c’è un padrone e questo è in continuità con l’Espresso”, rimarca.
Leoardis entra, sia pure a grandi linee, sul nuovo corso: “Mi piacerebbe che si occupasse ancora più puntualmente di cronaca nei vari territori, dobbiamo rafforzare l’immagine del giornale locale, poi ci sarà una pagina nazionale fatta bene”.
“Abbiamo una gran voglia di metterci al lavoro, le novità le sveleremo gradualmente”, chiarisce il manager aquilano che ha società nel campo dell’informatica e della sanità e che ammette che tornerà a lavorare “in maniera abbastanza piena in Abruzzo”.
Nessuna parola sull’organico di 60 dipendenti, di cui 45 giornalisti e 15 impiegati, oltre a un centinaio di collaboratori.
Leonardis conclude con un pensiero telegrafico sul gruppo Toto, l’altro brand abruzzese in lizza per l’acquisto: “È stato uno dei competitor”. (b.s.)
Incredulità e rabbia tra i giornalisti del Centro, appena venduto dal gruppo nazionale l’Espresso a una cordata di imprenditori abruzzesi: i cronisti accusano sostanzialmente Finegil di averli lasciati per strada.
Alla diffusione della notizia, anticipata da AbruzzoWeb, feroci sono state le note emesse ieri dal comitato di redazione del Centro, che parla di “tradimento dopo trent’anni di lavoro”, e dal coordinamento di tutti i Cdr del gruppo, che in ottica nazionale contesta lo “smembramento di un patrimonio del Paese” cominciando a intaccare le 18 testate locali Finegil.
Di qui l’inevitabile sciopero proclamato tra ieri e oggi di tutti i giornali locali del gruppo: i siti non saranno aggiornati fino alle ore 7 di venerdì 9 settembre, e i quotidiani non saranno in edicola nei giorni 8 e 9 settembre.
Inoltre l’assemblea di redazione ha dato mandato al Cdr per un pacchetto di ulteriori tre giorni di sciopero da attuare con modalità e tempi da stabilire.
Intanto, da quanto appreso, un ruolo importante nella trattativa lo avrebbe la Banca popolare di Bari, che lo scorso luglio ha rilevato le banche abruzzesi Tercas e Caripe.
Al momento si ignora quale sia stato il contributo esatto dell’istituto di credito, che già negli anni scorsi ha seguito sul piano finanziario il cambio di proprietà della Gazzetta del Mezzogiorno.
CDR E RSU CENTRO: “MODALITA’ INUSUALI E INACCETTABILI, TRADITI DOPO 30 ANNI”
Nella giornata odierna il Cdr e la Rsu del quotidiano il Centro sono stati convocati dall’azienda per la comunicazione dell’avvenuta cessione della testata e del Centro stampa di Pescara.
Secondo quanto ci è stato riferito dai vertici del Gruppo Espresso con modalità inusuali e inaccettabili, gli acquirenti fanno capo a una società ancora da costituire composta dagli imprenditori Luigi Pierangeli, Cristiano Artoni, Luigi Palmerini e Alberto Leonardis.
Con l’accordo chiuso nella tarda serata di martedì 6 settembre la nuova proprietà si insedierà ufficialmente dal primo novembre 2016.
I redattori del quotidiano il Centro e la Rsu dei poligrafici si sono successivamente riuniti in assemblea per un esame della situazione alla luce delle comunicazioni fornite dal Gruppo Espresso.
All’unanimità, sia i giornalisti che i poligrafici esprimono delusione, rammarico e amarezza per i modi e i termini con cui è stata portata avanti l’operazione, sulla quale, al momento, non sono stati forniti ulteriori dettagli.
Da diversi mesi si sono rincorse ipotesi sulla cessione del Centro e in tutte le occasioni in cui abbiamo chiesto chiarimenti ci è stato sempre risposto che si trattava solo di voci.
Nell’ultimo incontro del primo luglio scorso a Roma, tra l’azienda e il Coordinamento dei Cdr dei quotidiani Finegil, era stato assicurato che ci sarebbe stata la massima condivisione di tutte le eventuali operazioni da portare avanti.
E l’ipotesi della cessione dei quotidiani locali era soltanto una possibilità e non una probabilità. Da quel giorno soltanto silenzio, fino a questa mattina quando siamo stati convocati in fretta e furia per la comunicazione dell’avvenuta cessione.
I dipendenti del Centro per anni si sono sobbarcati carichi di lavoro ben oltre quelli previsti dal contratto nella speranza di poter tutelare il posto di lavoro e di restare all’interno di un gruppo consolidato come quello dell’Espresso.
Ricordiamo che il Centro ha una storia trentennale che l’ha portato ad essere il polo di informazione leader nella regione Abruzzo.
Ricordiamo altresì che dopo il terremoto dell’Aquila l’ingegner Carlo De Benedetti, Presidente onorario del Gruppo Espresso, si era speso personalmente, nelle due visite fatte nella redazione di Pescara, per garantire il futuro e la continuità del giornale.
I giornalisti e i poligrafici si sentono traditi dopo trenta anni in cui hanno, da zero, lanciato e affermato il Centro in Abruzzo.
Viste le incertezze che coinvolgono i 30 giornalisti, i 35 poligrafici e le decine di collaboratori che da anni si impegnano per il confezionamento del prodotto, l’assemblea dei giornalisti e la Rsu all’unanimità hanno proclamato due giornate di sciopero, per oggi e domani.
La stessa assemblea ha dato mandato al Cdr per un pacchetto di ulteriori tre giorni di sciopero da attuare con modalità e tempi da stabilire.
Ovviamente questa forma di protesta non è indirizzata al nuovo gruppo imprenditoriale che intende investire risorse sulle nostre professionalità.
Alla protesta aderiscono anche i giornalisti degli altri quotidiani locali del Gruppo Espresso (Finegil) e dell’Agl, Agenzia giornali locali.
IL COORDINAMENTO DEI CDR FINEGIL: “SI SMEMBRA PATRIMONIO DELL’ITALIA”
I giornali locali del gruppo editoriale Finegil-Espresso hanno proclamato due giorni di sciopero, oggi, mercoledì 7 settembre, e domani giovedì 8 settembre, per contestare la scelta dell’editore di cedere ad altri imprenditori due quotidiani storici del Gruppo il Centro di Pescara e la Città di Salerno.
I colleghi di Pescara e di Salerno sono stati informati oggi, con modalità inusuali e inaccettabili, in una videoconferenza, che le loro testate sono state vendute e che quindi, dal 31 ottobre, non saranno più all’interno del gruppo Espresso.
L’operazione coinvolge a Pescara 31 giornalisti e 27 poligrafici, a Salerno 13 giornalisti, un part time e 5 tra poligrafici e amministrativi.
La decisione è stata presa, ha comunicato l’editore, per poter portare a compimento la fusione con Itedi, la società che edita La Stampa e il Secolo XIX.
Non una scelta imprenditoriale, ha detto l’amministratore delegato, ma obbligata dalla normativa.
Di fatto il Gruppo Espresso ha scelto di abbandonare il Centro Sud e di smantellare il patrimonio di giornali locali che in questi anni di crisi ha dimostrato di essere il cuore e la cassaforte dell’intero gruppo, a sostegno anche di Repubblica. Tutto
questo nonostante i Cdr del Coordinamento Finegil avessero espressamente chiesto all’editore di non percorrere facili soluzioni di questo tipo, e di evitare lo smembramento di un gruppo composto da 18 testate, un patrimonio unico in tutto il panorama editorale del Paese che, così, inizia a perdere consistenza.
L’editore nell’ultimo incontro aveva rassicurato i Cdr sul fatto che ogni sforzo in questa direzione sarebbe stato fatto: oggi, invece, comunica la cessione di due testate.
I Cdr del Coordinamento Finegil nell’esprimere solidarietà ai colleghi della Città e del Centro, manifestano grandissima preoccupazione per il loro futuro e di tutto il gruppo editoriale.
Il Coordinamento chiede pertanto che venga illustrato quale piano industriale soggiace al progetto di fusione che, si sapeva dall’inizio, imponeva un ridimensionamento del numero delle copie.
E che venga illustrato nei modi, nei luoghi e nei tempi opportuni, non certo in video conferenza ma con una convocazione urgente del Coordinamento dei Cdr.
Chiediamo inoltre che la Federazione nazionale della stampa si attivi immediatamente per garantire ai colleghi di Centro e Città le massime tutele sindacali e contrattuali.
I Cdr del Coordinamento Finegil
D’IGNAZIO, CHIAVAROLI, TANCREDI (NCD): “SARA’ RINNOVATO”
Il consigliere regionale del Nuovo Centro Destra Giorgio D’Ignazio, in una nota congiunta a firma anche del sottosegretario Federica Chiavaroli del deputato Paolo Tancredi, è intervenuto sulla cessione del quotidiano il abruzzese “Il Centro”.
“Nei suoi trent’anni di storia – scrivono gli esponenti alfaniani – il quotidiano ‘Il Centro’ ha acquisito una posizione di leader dell’informazione in Abruzzo; le inchieste giornalistiche e la professionalità dei suoi dipendenti hanno consentito alla testata giornalistica di imporsi come modello di riferimento in campo editoriale”.
“Il passaggio di proprietà, dal Gruppo Espresso, ad una nuova gestione imprenditoriale più legata al territorio, offrirà la possibilità di avere un quotidiano regionale rinnovato, che possa continuare ad operare nel segno della tradizione ma che sia anche maggiormente calata nelle questioni regionali confermando il suo ruolo ai vertici della comunicazione editoriale in Abruzzo”, proseguono.
“Alla nuova proprietà vanno quindi i migliori auguri di buon lavoro”, concludono.
SINDACATO GIORNALISTI: “SOSTERREMO I COLLEGHI”
“Martedì prossimo 13 settembre a Roma il sindacato dei giornalisti abruzzesi sarà al tavolo convocato dal segretario della Fnsi, Raffaele Lorusso, ed è pienamente impegnato a sostenere i colleghi in una fase che al momento si presenta densa di incognite viste le modalità con le quali è maturata questa decisione: comunicata in video conferenza a cose fatte e senza alcuna informazione circa il piano industriale”.
Lo scrive in una nota il Sindacato giornalisti abruzzesi.
“Una vicenda che vede in prima linea, quindi, la Federazione nazionale della stampa per garantire che i passaggi di proprietà delle due testate locali, oltre al Centro anche la Città di Salerno, avvenga con ampie garanzie sul piano dell’occupazione e su quello, altrettanto importante, del pluralismo e dell’autonomia dell’informazione”, prosegue.
Il sindacato ricorda quanto scritto a luglio in una nota congiunta con l’Ordine dei Giornalisti d’Abruzzo, “Il Centro è l’unico quotidiano a diffusione regionale che nasce in Abruzzo. Una realtà editoriale, sociale, culturale ed anche economica patrimonio di tutti”.
“Un patrimonio – conclude il sindacato – che può essere salvaguardato solo se la cessione avviene nel pieno rispetto dei diritti dei lavoratori e della storia editoriale della testata”.
PIETRUCCI (PD), “DESTA STUPORE”
“La decisione del Gruppo Espresso di cedere il quotidiano Il Centro desta stupore” per il consigliere regionale del Partito democratico Pierpaolo Pietrucci.
“Il quotidiano in anni di attività ha saputo guadagnarsi notevole credibilità, sul campo. È totale la solidarietà ai giornalisti e ai poligrafici, e sentito l’auspicio che la nuova proprietà sappia mantenere le condizioni adeguate per la prosecuzione di una storia che si è distinta per autorevolezza, al servizio dei cittadini e della democrazia di cui il pluralismo dell’informazione è una componente essenziale”.
CGIL, CISL E UIL DELL’AQUILA ESPRIMONO PREOCCUPAZIONE
I segretari provinciali di Cgil, Cisl e Uil della provincia dell’Aquila, rispettivamente Umberto Trasatti, Paolo Sangermano e Michele Lombardo, in una nota esprimono preoccupazione per le modalità con cui è stata portata a termine la vendita del quotidiano Il Centro alla cordata capeggiata dall’imprenditore Luigi Pierangeli, già proprietario di Rete 8.
Cgil Cisl e Uil provinciali “stigmatizzano l’atteggiamento del gruppo Espresso, che avrebbe dovuto garantire un maggiore coinvolgimento dei lavoratori e delle rappresentanze sindacali nella trattativa per la cessione del più importante organo di informazione abruzzese”.
“Attualmente il giornale ha in organico 30 giornalisti contrattualizzati a tempo indeterminato e una sessantina di collaboratori part-time, oltre a 35 poligrafici”.
“Senza voler entrare nel merito della trattativa e della nuova proprietà – dichiarano Trasatti, Sangermano e Lombardo – va evidenziata tuttavia la necessità che venga mantenuto e potenziato, nella nostra regione, un baluardo dell’informazione qual è il quotidiano Il Centroe che si dia seguito a una trattativa sindacale a tutela di tutti i lavoratori che ne fanno parte. La salvaguardia dei livelli occupazionali nel futuro assetto che la proprietà intenderà imprimere al giornale abruzzese è un elemento imprescindibile”.
“Della cordata che ha acquisito Il Centro dal gruppo Espresso fanno capo, oltre a Pierangeli, gli imprenditori Cristiano Artoni, Luigi Palmerini e Alberto Leonardis. Ci uniamo alle perplessità espresse dai redattori del quotidiano, che hanno proclamato due giorni di sciopero, oggi e domani – concludono i segretari – per i modi e i termini con cui è stata portata avanti la trattativa, su cui non sono trapelati, al momento, ulteriori dettagli”.
CONFCOMMERCIO AUSPICA MANTENIMENTO PLURALISMO
“La recentissima cessione proprietaria del quotidiano Il Centro è un fatto di notevole rilevanza per l’intero Abruzzo. Nell’augurare al nuovo assetto proprietario ogni successo per la sfida di cui si è fatto carico, Confcommercio Abruzzo precisa di avere a cuore l’intero sistema informativo regionale che, purtroppo, negli ultimi anni ha dovuto registrare il venir meno di storici presidi giornalistici, tante ristrutturazioni aziendali, la chiusura di redazioni da decenni radicate e di fondamentali presidi informativi, nonché numerosi tagli occupazionali che dolorosamente hanno interessato un gran numero validi professionisti del settore”.
Lo dicono in una nota presidente e direttore dell’associazione di categoria, Roberto Donatelli e Celso Cioni.
“A tale riguardo, Confcommercio Abruzzo tiene particolarmente a sottolineare, come già fece in passato in analoghe situazioni, l’importanza della tutela del pluralismo informativo e di avere particolarmente a cuore i livelli occupazionali in una Regione che da tempo si confronta con crescenti criticità in tal senso”.
“Ciò vale in maggior misura per la più diffusa e letta testata giornalistica dell’Abruzzo che tanto ha contribuito negli scorsi decenni ed ancor più nel recente tragico evento sismico del 2009, a produrre libera e corretta informazione, grazie anche alla professionalità dei cento e più giornalisti e collaboratori che rende Il Centro, patrimonio e valore di tutti gli abruzzesi.
Siamo certi che la nuova proprietà partirà proprio dalla valorosa storia consolidata della testata e dal consistente e qualitativo patrimonio di risorse umane a disposizione per scrivere negli anni a venire un’altra gloriosa pagina del giornalismo abruzzese”.
“Questi sono i nostri auspici sia per la nostra Organizzazione che per l’intera comunità abruzzese”, concludono.



