L’AQUILA – “Faremo chiarezza con un’azione legale sulla vendita del patrimonio immobiliare della Democrazia cristiana. Anche in Abruzzo
L’annuncio, o meglio, la minaccia, arriva dal segretario nazionale della Dc, Angelo Sandri, a margine della presentazione ufficiale del nuovo coordinatore abruzzese, Antonio Verini.

Una vicenda dai contorni oscuri, quella dei circa cinquecento immobili di proprietà della Democrazia cristiana, sparsi in tutta Italia, Abruzzo compreso, comprati in tanti decenni e venduti, dopo il crollo della Dc ‘via’ Tangentopoli, dal 1998 al 2005, in una delle più ingarbugliate e complesse operazioni di dismissione di patrimonio immobiliare mai avvenute in Italia, che ha mantenuto impegnati per anni giornalisti di inchiesta e magistrati, i quali, però, non sono ancora riusciti a quantificare l’esatto importo economico e a capire chi di questa dismissione ne ha davvero beneficiato.

Ora Sandri, che si è visto riconoscere dopo la sentenza della Cassazione del 2010, la titolarità esclusiva del simbolo scudocrociato, è pronto a riaprire, come unico legittimo erede della Dc storica, la partita del patrimonio immobiliare.

“Noi siamo le vittime – spiega ad AbruzzoWeb il segretario – di quello chi io chiamo un raggiro. Un immenso e prezioso patrimonio immobiliare si è volatilizzato, è stato svenduto e ceduto con operazioni poco chiare, per colpa di tutti quei politici che si sono illegittimamente autoproclamatosi eredi della Dc e dunque titolati a disporre del suo patrimonio”.

“Ora però – promette Sandri – vogliamo dire la nostra, con una azione legale che sarà minuziosamente predisposta”.

E ad essere interessato sarà anche l’Abruzzo, feudo democristiano per decenni, perché, afferma Sandri, “a quanto mi dicono anche in questa Regione sono state effettuate dismissioni immobiliari, su cui seppur tardivamente è doveroso fare chiarezza”.