ROMA – Viaggio in Cina per una missione a Pechino, preparatoria a quella del presidente del Consiglio Giorgia Meloni, in calendario a fine mese, per la Renexia, del gruppo industriale abruzzese Toto, attiva nel settore delle energie rinnovabili.
Insieme al ministro del Made in Italy, Adolfo Urso, i rappresentanti del Gruppo Toto – in particolare, Riccardo Toto, figlio del patron Carlo, direttore generale Renexia, Mauro Fabris, direttore Rapporti Istituzionali e mercato regolato di Renexia, nonché vicepresidente di Strada dei Parchi, l’ingegner Riccardo Mollo, DG Renexia Solution – hanno avuto un colloquio anche con il presidente della società Mingyang Smart Energy, Zhang Chuanwei, per approfondire i temi dello sviluppo e della tecnologia per la produzione di energia da fonti rinnovabili, in particolare di eolico offshore floating e delle turbine necessarie.
“L’obiettivo è fare dell’Italia una piattaforma produttiva che evidenzi la cooperazione win-win tra Italia e Cina, nel rispetto delle regole europee e italiane”, ha osservato Urso.
I rappresentanti di Renexia hanno così illustrato le opportunità aperte per l’Italia dal progetto di Renexia nel Canale di Sicilia, Med Wind, un impianto da 2,8 GW di potenza che sarà in grado di soddisfare il fabbisogno di 3,4 milioni di utenze domestiche, presentando il progetto per la realizzazione di un grande sito produttivo della filiera dell’eolico, in particolare per la costruzione, finalmente Made in Italy, di turbine necessarie per i parchi offshore, da localizzare entro giugno 2025, e coinvolgendo i maggiori player del settore.
Renexia, che può contare su 894 milioni di euro di valore della produzione nel 2023, con Ebitda di 714 e un utile netto di 204 e 1.290 dipendenti, vanta la realizzazione del primo primo e unico parco eolico offshore in Italia, dalla potenza di 30 megawatt, al Taranto in Puglia. In vista c’è Med Wind, parco offshore da 2,7 gigawatt a 80 chilometri al largo di Mazzara del Vallo, in Sicilia, il progetto più grande del Mediterraneo, per il quale a luglio verrà presentato lo Studio di impatto ambientale, passaggio decisivo per ottenere l’Autorizzazione unica, e con l’obiettivo di trasformare il parco offshore in realtà nel 2027, per un investimento di 9,5 miliardi di euro.
Renexia è stata costituita nel 2011 all’interno dello stesso Gruppo. In un’intervista al Sole24Ore, Riccardo Toto ha ribadito che “le rinnovabili crescono all’interno del gruppo, rappresentano la maggioranza dei progetti. È una contaminazione: dalle colonnine di ricarica in autostrada, ai parchi solari per approvvigionare i cantieri”.
E sul nuovo progetto del grande polo delle turbine, Toto ha spiegato “la decisione su dove produrre dovrà essere presa entro giugno 2025, vorremmo installare un impianto dimostrativo nell’area interessata. In questo momento siamo disponibili a detenere quote di minoranza, visto che il progetto lo deve sviluppare chi fa turbine. Anche il Ministero del Made in Italy è interessato direttamente: stiamo lavorando con loro per capire chi possa essere il soggetto italiano da far entrare nella società”.
Il ministro delle Imprese e del Made in Italy Adolfo Urso si è detto “soddisfatto” della sua missione in Cina perché l’obiettivo “era fare passi in avanti significativi sulla collaborazione delle partnership industriali”.
Il bilancio, però, “lo si potrà fare meglio, perché la nostra è stata solo una missione preparatoria, con i risultati di quella” della premier Giorgia Meloni attesa a Pechino a fine luglio. E, in base a quanto appreso dall’Ansa, “potrebbero esserci 5-6 risultati finali”, proprio di natura industriale.
“Io ho fatto il primo tempo. Poi il giudizio sulla partita lo potrete dare quando l’arbitro fischierà la fine del secondo tempo, forse anche dei supplementari, ma non credo”, ha notato Urso, affidandosi alla metafora calcistica alla fine della due giorni di colloqui.
“Crediamo sia il momento giusto di partnership tecnologiche industriali e per realizzare con le imprese e con la tecnologia cinese nel nostro Paese auto, bus elettrici, veicoli commerciali sostenibili sul piano ambientale e certamente impianti eolici e di tecnologia fotovoltaica”, ha aggiunto, ricordando come la fabbrica Trisun di Enel a Catania sia destinata a diventare a breve “il primo grande produttore di pannelli fotovoltaici d’Europa”.
A dispetto dell’uscita dalla Nuova Via della Seta, l’Italia vuole aprire una nuova fase della partnership strategica con la Cina che quest’anno compie i vent’anni, passando dalle basi commerciali ancora sviluppabili a quelle industriali.
Il Dragone è “un mercato irrinunciabile per chi vuole fare affari nel mondo e un partner sempre più importante per realizzare in Europa tecnologia green, mobilità elettrica e autobus secondo la sostenibilità ambientale che noi vogliamo. E penso anche alla farmaceutica”.
Per questo, il ministro ha visto, sotto il profilo istituzionale, il segretario del Partito comunista di Pechino e uno dei 24 componenti del Politburo, Yin Li, e il ministro dell’Industria e della Tecnologia dell’nformazione, Jin Zhuanglong, con il quale si è deciso di lavorare a un memorandum di cooperazione industriale.
Quanto alle aziende, ci sono stati incontri con i vertici di Dongfeng e con David Zhang, direttore generale di JAC, a cui ha partecipato il presidente di Anfia Roberto Vavassori.
“Abbiamo – ha detto Urso – una storia riconosciuta da tutti nell’industria dell’auto e una filiera che è la migliore in Europa”.
Giovedì, il ministro aveva visto i vertici di altri player della mobilità elettrica: Chery, la casa automobilistica cinese più presente all’estero, e Ccig, interessata a produrre bus elettrici in Italia.





