L’AQUILA – I matrimoni sono in calo, mentre i divorzi e le unioni civili, in particolare tra due uomini, crescono.
È questa la fotografia dell’Abruzzo scattata dall’Istat confrontando i dati tra il 1991 e il 2018. In generale la popolazione italiana è sempre più anziana e c’è sempre meno voglia di vincolarsi ad un partner rispetto al passato, con il conseguente aumento di celibi e nubili.
Allargando la fascia d’età, fuoriesce un ulteriore dato: nella classe di età 15-64 anni i maschi coniugati e i celibi quasi si equivalgono (ammontano ciascuno ad oltre 9 milioni, rispettivamente il 49,0% e il 47,7% del totale della popolazione di quella fascia di età).
Per le donne della stessa età si conferma la prevalenza delle coniugate, oltre 10 milioni e 600 mila, il 55,0% del totale, mentre le nubili sono circa 7 milioni e 500 mila, quasi il 39%.
Questa evoluzione è andata di pari passo con l’aumento delle persone che scelgono di formare una famiglia senza essere sposati.
L’Abruzzo segue il trend italiano e nel secondo semestre del 2016, in termini di valori assoluti, sono state celebrate 22 unioni civili (0,9%), di cui 13 tra due uomini (0,8%). Dal primo gennaio al 31 dicembre del 2017, invece, il dato è leggermente salito, e in regione si sono celebrate 39 unioni tra persone dello stesso sesso (0,9%), di queste 23 tra due uomini (0,8%).
Il 68,3% dei residenti uniti civilmente è di sesso maschile; il 56,8% risiede nelle regioni settentrionali, il 31,5% al Centro e l’11,7% nel Mezzogiorno. Presentano un maggior numero di uniti civilmente le regioni Lombardia (25,4%), Lazio (20,0%) e Piemonte (10,0%) che da sole raccolgono oltre la metà del totale dei 13,3 mila complessivi. In queste regioni si trovano infatti le città metropolitane di Milano, Roma e Torino, nelle quali risiede circa un quarto di tutti gli uniti civilmente.
Analizzando la distribuzione per età emerge che a scegliere questa modalità è una popolazione matura con un’età media di 49,5 anni per i maschi e di 45,9 anni per le donne. A livello territoriale per gli uomini si va da un’età media di 48,2 anni per il Mezzogiorno a una di 49,9 anni per il Centro. Analogamente per le donne il valore più basso dell’età media (pari a 43,3 anni) si registra nelle regioni meridionali, mentre il più elevato (47,5 anni) si registra nelle regioni centrali.
Quasi 6 unioni civili su 10 nel Nord del Paese 6 In Italia a partire da luglio 2016 e fino al 31 dicembre 2017 sono state costituite 6.712 unioni civili (2.336 nel secondo semestre 2016 e 4.376 nel corso del 2017).
Le unioni civili, costituite presso gli Uffici di Stato civile dei comuni italiani nel primo anno e mezzo di applicazione della norma, hanno riguardato prevalentemente coppie di uomini (1.720 unioni nel 2016 e 2.962 nel 2017, pari rispettivamente al 73,6% e al 67,7% del totale), mentre le unioni civili costituite tra coppie di donne sono state pari a 616 nel 2016 e 1.414 nel 2017 (sul totale rispettivamente 26,4% e 32,3%).
Nel corso del primo anno e mezzo di applicazione della legge, quasi il 60% delle unioni civili è stato costituito nelle regioni del Nord (il 38,8% nel Nord-ovest e il 21,1% nel Nord-est), più di un quinto del totale nazionale nel Centro (28,1%), mentre solo il 12,0% nelle regioni del Mezzogiorno.
Secondo i dati dell’Indagine “Aspetti della vita quotidiana”, le libere unioni di celibi/nubili, dal 1993-1994 (media) al 2015-2016 (media), sono aumentate da 67 mila a 748 mila circa. Aumentano in tutte le età (sempre confrontandoti i dati del 1991 e del 2018) divorziati e divorziate, dal 1991 (da circa 376 mila a oltre 1 milione e 672 mila del 2018), principalmente nella classe 55-64 anni (da 0,8% a 5,3% gli uomini, da 1,0% a 6,4% le donne).
A partire da luglio 2016 e fino al 31 dicembre 2017 (la legge Cirinnà è del giugno 2016), ne sono state costituite nel complesso 6.712. In particolare: 2.336 nel secondo semestre 2016 e 4.376 nel corso del 2017).
Se le coppie sono 6.712, le persone con tendenza omosessuale che sono convolate a nozze sono in tutto 13.424.
Se confrontato con la popolazione italiana, che conta circa 60milioni di abitanti, i 13.424 Lgbt che si sono sposati rappresentano lo 0,02% di tutta la popolazione residente. Rispetto al secondo semestre del 2016 (2.336 unioni), nel 2017 c’è stato già un calo rispetto a quell’andamento: infatti in tutto l’anno sono state 4.376.




