L’AQUILA – La Corte d’Appello dell’Aquila ha confermato oggi la condanna a 1 anno di reclusione con l’accusa di frode nelle pubbliche forniture nei confronti di Mauro Dolce, già responsabile del procedimento di realizzazione del progetto C.a.s.e., il mega insediamento di 4.449 alloggi antisismici costruiti dopo il sisma del 6 aprile 2009 per ospitare fino a 15 mila aquilani che avevano perso la propria abitazione.
Dolce era stato condannato in primo grado con il rito abbreviato dal giudice Giuseppe Grieco nell’ambito dell’inchiesta sugli isolatori sismici, le “molle” inserite nelle fondazioni degli edifici per assorbire la forza di un eventuale sisma, malfatti al punto da spezzarsi in alcuni casi se sottoposti a test in laboratorio.
Secondo la ricostruzione del pubblico ministero Fabio Picuti, una delle ditte coinvolte, la Alga spa, ha fornito 4.896 dei circa 7.300 isolatori complessivi e li ha consegnati privi dei certificati di omologazione e qualificazione del Consiglio superiore dei lavori pubblici e delle protezioni da umidità e polvere.
Il Collegio giudicante presieduto dal magistrato Fabrizia Francabandera ha accolto la tesi dell’accusa, rappresentata dal sostituto procuratore generale Ettore Picardi.
Sembra scontato il ricorso in Cassazione per Dolce, che era rappresentato dall’avvocato dello Stato Ettore Figliolia. Nel procedimento ci sono altri due imputati che, a differenza di Dolce, hanno optato per il rito ordinario.
Si tratta di Gian Michele Calvi, direttore dei lavori, e Agostino Marioni, dirigente della Alga Spa. Il processo è, comunque, a forte rischio prescrizione, essendo quasi trascorso il termine massimo ipotizzato di 7 anni e 6 mesi.
Per scongiurarla bisognerebbe chiudere il primo grado, l’eventuale Appello e il successivo giudizio di legittimità in Cassazione all’incirca entro la fine del 2016, scenario molto difficile, considerando che la prossima udienza è fissata al 22 gennaio del prossimo anno.
Due le parti civili, il Comune dell’Aquila, che ha richiesto 2,6 milioni di euro di danni e che aveva fatto appello sulla mancata concessione della “provvisionale”, ovvero un risarcimento immediatamente esecutivo.
Tra le parti ammesse anche il Comitato cittadino 3e32, sorto dopo il sisma, uno dei rari casi in cui i giudici aquilani hanno ammesso associazioni esterne nel novero delle parti lese. A rappresentarlo l’avvocato Lorenzo Cappa.
“Voglio solo sottolineare l’importanza per il Comitato di esserci, in questo processo, per mantenere alta l’attenzione in città e fare un servizio. Non siamo certo noi a speculare ma, a quanto pare, sono stati altri”.
L’INCHIESTA
Dolce e Calvi sono già stati condannati in primo grado a 6 anni di reclusione ciascuno e assolti in Appello assieme ad altri cinque esperti per omicidio colposo e disastro colposo nell’ambito del processo alla commissione Grandi rischi, organo scientifico consultivo della presidenza del Consiglio, di cui erano componenti all’epoca della riunione del 31 marzo 2009, a cinque giorni dalla scossa distruttrice delle 3.32.
Inoltre, tanto Dolce quanto Calvi sono anche indagati nella nuova inchiesta della procura della Repubblica dell’Aquila sui balconi che si sono spezzati nelle C.a.s.e. per marciume dovuto a una realizzazione non a regola d’arte e con materiali scadenti, con le accuse di frode nelle pubbliche forniture, falso in atto pubblico, truffa aggravata per il conseguimento di erogazioni pubbliche da 18 milioni di euro e crollo colposo.
L’inchiesta giudiziaria sugli isolatori è nata da un’inchiesta giornalistica di RaiNews24, intitolata “A prova di sisma”.
La procura ha preso di petto questa vicenda, tanto che l’allora procuratore Alfredo Rossini, successivamente scomparso, dichiarò lapidario: “Chi guadagna e basta va in galera”.






