ROMA – “Fino ad adesso è stato l’Iran ad attaccare un Paese europeo (Cipro, ndr), noi abbiamo sempre detto che l’Italia non è in guerra con nessuno, abbiamo deciso di coordinare le azioni di difesa, insieme come europei, qualora ci fosse un attacco. Noi ci muoviamo in sinergia con l’Ue, come stiamo facendo anche sulla missione Unifil”.

Così il vicepremier e ministro degli Esteri Antonio Tajani nel corso di un punto stampa alla Farnesina, rispondendo a una domanda su quanto dichiarato dalle autorità iraniane su possibili ritorsioni sull’Europa in caso di un coinvolgimento di Paesi Ue nel conflitto.

In merito allo Stretto di Hormuz, ha aggiunto: “non è formalmente chiuso ma oggi sono passate due o tre navi, siamo a una chiusura sostanziale e non formale. Questo provocherà in prospettiva danni all’economia mondiale”.

Ha poi reso noto che sono stati rimpatriati finora “oltre 20mila italiani” dall’inizio della crisi iraniana e “continuiamo a procedere con il
maggior numero possibile di voli che si riescono a organizzare laddove vengono riaperti aeroporti”.

“La situazione è leggermente migliorata”, ha aggiunto il vicepremier, evidenziando il calo delle richieste ricevute dalla Farnesina, “la situazione dei nostri connazionali che vogliono rientrare sta lentamente migliorando”.