L’AQUILA – Tutta l’Italia in zona rossa, e dunque bar ristoranti buona parte dei negozi chiusi, divieti di spostamenti non giustificati il 24, 25, 26 e domenica 27 dicembre. Poi ancora dal 31 dicembre e 1, 2 e 3 gennaio. Con deroghe a spostamenti limitati, anche tra Comuni, per ricongiungimenti familiari in occasione del pranzo della vigilia e del pranzo di Natale.

Un compromesso che non arriva alla chiusura fino al 6 gennaio chiesta dai rigoristi, che comprenderebbero i ministri del Pd e il ministro della Salute Roberto Speranza: è l’ipotesi di mediazione prevalente nel governo, emersa al termine dei vertici di ieri e alla vigilia di quello decisivo in programma per oggi Palazzo Chigi.

Il vertice era previsto per ieri in tarda serata, poi è slittato complice l’indisponibilità del ministro Teresa Bellanova, Italia Viva. Il tempo tuttavia stringe tanto che fonti di governo spiegano come, a questo punto, sia davvero difficile che le nuove norme possano essere definite prima di 24 ore.

La discussione è comunque ancora “tutta aperta” però e non è escluso che la zona rossa valga anche il 6 gennaio o si introducano per l’intero periodo regole da “zona arancione”.

Il governo, a quanto si apprende da fonti dell’esecutivo, sta valutando la possibilità di una deroga al divieto di spostamenti tra Comuni – ed eventualmente anche all’interno di uno stesso Comune in caso di ripristino della zona rossa – per i congiunti più stretti in occasione cenone della vigilia di Natale e del pranzo del 25. La deroga, in ogni caso, riguarderebbe un numero strettissimo di congiunti: due, secondo le stesse fonti.

Ma c’è un braccio di ferro con chi vuole una linea morbida e i rigoristi.

Tra i primi c’è anche il presidente della Regione Abruzzo, Marco Marsilio, che torna a chiedere il ritorno anticipato per la sua regione in zona gialla. A prescindere dalle restrizione che poi varranno per tutti.

“C’è la volontà, che si sta consolidando, che vedrebbe, come tante indiscrezioni confermano, l’istituzione, dal 24 dicembre al 6-7 gennaio, della zona rossa in tutta Italia – ha detto ieri Marsilio-. Impedire per due settimane a chiunque di uscire di casa e allontanarsi dal proprio domicilio, la zona rossa significa questo, a noi sembra un po’ eccessivo. Che dentro i confini regionali non ci si possa incontrare tra parenti, senza cenoni e senza bisbocce particolari, a noi sembra eccessivamente punitivo”.

“Ci siamo permessi di far presente al Governo alcuni elementi – riferisce Marsilio a proposito del confronto tra Esecutivo e Regioni – queste decisioni devono essere prese il prima possibile e comunicate nella maniera più chiara possibile perché tutti devono poter programmare la propria vita. Fino ad oggi l’aspettativa creata dal Governo era contraria. Il presidente del Consiglio rassicurava l’Italia dicendo che la situazione migliorava e che a Natale saremmo stati tutti gialli”.

“Ci sembra anche un po’ schizofrenico – aggiunge – che venerdì assistiamo alla solita lotteria del giallo, arancione, rosso, nel fine settimana del 18-20 dicembre si crea la finestra degli spostamenti massivi per le regioni gialle e, poi, dopo, tutti fermi”.

Sulla stessa linea anche il presidente della Liguria Giovanni Toti. “In vista del Natale il Governo vuole inibire ancora di più gli spostamenti e la libertà d’impresa, lo ritengo inopportuno e l’ho detto al Governo. L’Italia si è data delle regole, stabilendo le zone di rischio giallo, arancione e rosso. Ritengo che con quel metodo si debba continuare. Credo che sia giusto essere prudenti dove il virus sta facendo grandi danni e se serve fare ulteriori chiusure. Ma penso che il principio delle zone sia giusto, dico no a regole uniformi, bisogna dare respiro ai cittadini”

Luca Zaia, presidente leghista della Regione Veneto, in queste ore devastata dalla pandemia, è invece per una chiusura “condizionata”: La “zona rossa” per Natale va bene, ma solo se ci saranno ristori in percentuale sulle perdite di fatturato delle imprese. Se è vero che si pensa a una misura dal 24, sarà fondamentale, in sicurezza, lasciare spazio nei prossimi giorni ai cittadini di fare la spesa. E per il giorno di Natale, adottando il modello tedesco, pranzi limitati alla cerchia familiare”.