PESCARA – “In Abruzzo il comparto vitivinicolo conta circa 32.700 ettari di vigneto e 3 milioni di ettolitri di vino per un giro di affari di 300 milioni di Euro, pari al 20% della Produzione Lorda Vendibile abruzzese e al 6% di quella vinicola nazionale. Per quanto riguarda invece l’olio d’oliva, l’Abruzzo rappresenta la quinta regione di Italia con una produzione di 250.000 quintali”.

Questi i numeri che l’assessore alle Politiche agricole Mauro Febbo ha illustrato questa mattina all’apertura dei lavori dell’incontro promosso in collaborazione con l’Arssa nel Castello di Semivicoli (Chieti) per presentare due iniziative di valenza europea dedicate al settore del vino e dell’olio.

Il progetto, di carattere internazionale e che vede la partecipazione di funzionari delle amministrazioni pubbliche e agenzie di sviluppo locale delle regioni europee affacciate sul mare Adriatico (Puglia, Molise, Marche, Emilia Romagna, Veneto, Friuli Venezia Giulia per l’Italia, nonché Croazia, Bosnia Erzegovina e Serbia), svilupperà un finanziamento pari a 12 milioni di euro per il comparto vitivinicolo e 5 milioni di euro per il comparto oleario dove la regione Abruzzo si è candidata ad un ruolo guida nella costruzione di un partenariato d’eccellenza per promuovere due importanti iniziative.

“Ho fortemente sostenuto l’idea di lanciare un progetto strategico – ha dichiarato l’assessore – nell’ambito del Programma europeo di cooperazione transfrontaliera Ipa Adriatico, che affrontasse gli aspetti principali della produzione sia del vino sia dell’olio d’oliva, intesi come fondamentali risorse naturali e culturali da proteggere, migliorare e valorizzare”.

“Non sono da sottovalutare – ha aggiunto l’assessore – le importanti sinergie esistenti tra la valorizzazione della filiera e promozione del turismo. Tutte le regioni che si affacciano sul mare Adriatico hanno nell’industria turistica un’importante fonte di reddito ed occupazione e i dati sul ‘turismo del vino’ sono in continua crescita identificando questo segmento come uno dei più attrattivi per destagionalizzare e valorizzare ulteriormente l’offerta regionale”.

“La coltivazione della vite, ad esempio, ha da sempre contraddistinto i paesaggi rurali dell’area mediterranea – ha proseguito Febbo – condizionando gli usi, i costumi e, più in generale, la cultura delle sue popolazioni. L’intera filiera vitinicola rappresenta oggi uno dei principali motori economici delle aree rurali che si affacciano sull’Adriatico”.

“D’altronde – ha spiegato Febbo – la candidatura della Regione Abruzzo ad un ruolo guida nella costruzione di un partenariato di eccellenza finalizzato al Programma Ipa Adriatico si inserisce organicamente nell’ambito della più complessiva attività dell’assessorato delle Politiche agricole”.

“Essa risponde, infatti, ai principi guida ai quali ho inteso ispirare l’azione di governo: la politica del fare e la condivisione delle scelte. Analoghe potenzialità sono riscontrabili nelle altre regioni italiane e nei partner transfrontalieri, anche in quei paesi in cui l’industria enologica non ha ancora raggiunto analoghi livelli di sviluppo. D’altronde il recente Vinitaly ha dimostrato – ha sottolineato l’assessore – la crescente partecipazione di produttori provenienti da queste regioni”.

L’Abruzzo vanta, infatti, una denominazione di origine controllata e garantita e otto Doc in gran parte legati alla diffusione dei vitigni a montepulciano e trebbiano.

Rappresentano, peraltro, motivo di grande interesse per il territorio la presenza e le potenzialità di alcuni vitigni autoctoni quali pecorino, passerina e cocioccola.

“Il convegno di oggi – ha rimarcato l’assessore – è l’occasione per condividere strategie e attività comuni per la valorizzazione produttiva, ambientale e turistica delle risorse vitivinicole e olivicole delle regioni transfrontaliere. Grazie a questa iniziativa, la Regione Abruzzo si conferma ancora una volta terra capace di proiettare le proprie eccellenze agro-alimentari in uno scenario europeo”.