L’AQUILA – “Ci hanno accusato di aver fatto case non comode, di aver speso troppi soldi, ma quando Guido ed io andiamo all’Aquila veniamo portati in giro come la Madonna ed il Bambin Gesù, dobbiamo solo scegliere chi fa l’uno e chi l’altro!”.

Silvio Berlusconi torna a fare battute sulla gestione dell’emergenza terremoto del 6 aprile 2009, in una manifestazione a sostegno della candidatura dell’ex capo della Protezione civile Guido Bertolaso a sindaco di Roma.

“Abbiamo costruito, per oltre 20 mila abruzzesi (in realtà sono meno di 15 mila, ndr) che avevano perso la casa, in 4-5 mesi delle abitazioni bellissime il cui posizionamento è stato scelto dal Comune dell’Aquila e non da noi, dove la gente si trova benissimo”, ha aggiunto l’ex premier.

Per Berlusconi, intervenuto alla kermesse proprio nel giorno in cui all’Aquila veniva rinviato per l’ennesima volta il processo Grandi rischi bis, che vada alla sbarra per omicidio colposo plurimo e lesioni proprio Bertolaso, “si contano sulle dita di due mani le famiglie che quando hanno rimesso in sesto la loro casa sono tornate indietro, tutti sono rimasti in quei quartieri vivibilissimi, godibilissimi, pieni di verde. Siamo orgogliosi di quel che è stato fatto, veniamo ricompensati dai ringraziamenti di chi ha goduto di quel che noi abbiamo fatto”.

L’ex presidente del Consiglio è tornato anche sulle polemiche sui costi di realizzazione del progetto C.a.s.e., 4500 alloggi distribuiti in 19 siti costati circa un miliardo di euro.

“Non ci sono costi aumentati – ha detto – certo un pò di costo in più c’è perché abbiamo assunto il mio sistema di lavoro di quando costruivo Milano 2, Milano 3, eccetera, se c’era un ritardo nella consegna facevo lavorare tre squadre al giorno, facendo lavorare notte e sabato e domenica”.

“Ma almeno – ha chiosato – un terzo del costo in più è stato dato da un piano completamente antisismico che garantisce queste case anche con scosse elevate, ed è una scoperta fatta da Bertolaso ed i suoi assistenti”. (m.sig.)