PESCARA – Dopo aver vinto il Premio Internazionale Emilio Lopez come miglior documentario per la sezione “Abruzzo Doc” all’ultimo Festival del documentario d’Abruzzo – che si è svolto a Pescara lo scorso giugno – il film “Into the blue” sarà proiettato da venerdì 16 a giovedì 22 luglio al cinema Circus, a Pescara.
 
Girato dal promettente regista, fotografo e sceneggiatore aquilano Emiliano Dante, “Into the blue” (Italia, 2009, 75’) è una docu-fiction che ci racconta la tragedia del terremoto “senza cadere nello sterile documentarismo, ma restituendoci il dolore della popolazione e dell’autore stesso in una dimensione immaginaria di notevole valore”. Così si legge nella nota che motiva la vittoria del fil al Festival del documentario d’Abruzzo.

 Dopo il disastroso terremoto del 6 aprile 2009, Emiliano, Valentina, Paolo, Elisabetta, Stefano e Alessio vivono nella tendopoli di Collemaggio. Uno cerca di fare il regista, ad alcuni piace suonare, altri ancora vorrebbero essere attori.

Così le loro storie reali – di persone per le quali la condizione della tendopoli è diventata anche un simbolo della precarietà esistenziale – si mescolano ad altre immaginate, che reinventano le possibilità e i rapporti.

Queste persone si trasformano così in sei personaggi in cerca di passioni reali, nonostante il mondo di fuori – i media innanzitutto – abbia (voyeuristicamente) assegnato loro due soli ruoli: a volte di vittime inconsolabili, a volte di prigionieri.
 
“Contrariamente a quanto si potrebbe pensare – afferma il regista Emiliano Dante – e nonostante a diversi mesi dal sisma la nostra situazione sia ancora dura e difficile, la tendopoli è stata un luogo fortemente creativo. –  L’assenza di muri, di porte e di ‘oggetti’ ha inevitabilmente portato all’incontro, al confronto e alla scoperta”.

“Le stesse musiche del film – conclude Dante – sono state composte da tutti noi proprio all’interno della tendopoli. Forti di questo spirito abbiamo cercato di auto-rappresentarci con ironia, invece che in maniera patetica o piagnucolosa, consapevoli che “Into the blue” è una docu-fiction, cioè una sorta di adattamento a una catastrofe naturale”.