PESCARA – “L’ingegnere Giancarlo Santariga ha chiarito la sua posizione, questa è una vicenda ingenerata da un malinteso”.

Lo ha detto il suo difensore, Francesco Carli, al termine dell’interrogatorio di garanzia del suo assistito, alto funzionario del provveditorato interregionale alle opere pubbliche Lazio, Abruzzo e Sardegna ai domiciliari dal 18 gennaio scorso con l’accusa di concussione ai danni dell’imprenditore Agostino Bertone, responsabile e direttore tecnico della Prismo Universal Italiana Spa di Roma.

Secondo il pm David Mancini e il Gip, Marco Billi, oggi sostituito da Roberto Ferrari, che si sono basati sulle indagini svolte dalla Guardia di Finanza, Santariga, numero uno del provveditorato in Abruzzo dove ha gestito svariati milioni di euro per l’emergenza e la ricostruzione post terremoto, avrebbe utilizzato per fini personali e non di ufficio tre auto a noleggio e i relativi buoni benzina, previsti nell’ambito dell’appalto per la realizzazione della nuova sede della guardia di Finanza a Pescara, lavoro non terminato dopo che per problemi economici la Prismo ha subìto la rescissione in danno del contratto.

L’interrogatorio di Santariga, accompagnato dalla moglie che si è scagliata contro i giornalisti definendoli “sciacalli”, è durato oltre un’ora.

“Si tratta di capire se il malinteso – ha continuato il legale – è la conseguenza di una errata, cattiva visione del problema da parte di questo imprenditore che ha segnalato cose non vere, o invece è il frutto di una valutazione maliziosa”.

“Questo dovrà essere valutato con attenzione”, ha spiegato ancora il legale il quale ha annunciato un’iniziativa legale da parte del suo assistito contro l’imprenditore: “comunque, la valutazione porterà Santariga a determinarsi in un senso o nell’altro su questo aspetto”.

Il legale ha spiegato che al suo assistito non sono state contestate situazioni relative ad appalti legati al terremoto.

“L’accusa non tiene conto di circostanze di fatto che sono agli atti: non è stata elargita una autovettura e il carburante in cambio di appalti, auto e benzina erano previste nel capitolato d’appalto preesistente a tutta questa vicenda e anche alla presa di funzione di Santariga”.

In riferimento alle parole del provveditore alle opere Pubbliche, Donato Carlea, che nelle intercettazioni prende le distanze da Santariga, l’avvocato Carli ha sottolineato che non si tratta di una clausola insolita, “è praticata in tutta Italia, e anche all’Aquila dopo questa vicenda”.

“L’azienda sapeva tutto essendo l’obbligo previsto nel capitolato e nel contratto e Santariga ha provveduto a far rispettare la disposizione chiedendo il carburante all’imprenditore. Come si fa a parlare di concussione?”.

Carli ha chiarito ancora che la clausola prevede che l’auto fosse a disposizione dell’ufficio, del direttore dei lavori o del responsabile unico del procedimento, quando c’è stata la rescissione del contratto, il ministero ha messo a disposizione di Santavicca macchina e buoni carburante, per i medesimi scopi, la clausola è una maniera diffusa per far risparmiare la Pubblica amministrazione.

Carli ha chiesto la revoca della misura cautelare.