SULMONA – La senatrice di Sulmona (L’Aquila) Paola Pelino, di Forza Italia, ai ferri corti con la Banca di credito cooperativo.
Oggetto del contendere, le rate di un mutuo di circa 300 mila euro che l’onorevole ha smesso di pagare perché ritenute troppo alte, non mancando di denunciare l’istituto di credito per anatocismo, pratica vietata dal codice civile in cui gli interessi maturati nel conto corrente bancario vengono addebitati nel conto medesimo, divenendo una somma sulla quale successivamente maturano ulteriori interessi.
“Stavo pagando interessi troppo alti – spiega la Pelino – e ho chiesto di rinegoziare il mutuo, in tutta risposta mi hanno recapitato un ingiunzione di pagamento dell’intero importo, più interessi. Un’ingiustizia a cui ho reagito con una denuncia”.
Replica Silvio Lancione, direttore della banca che “i tassi applicati alla nostra cliente sono in linea con la normativa vigente, ed anzi più vantaggiosi rispetto ad altre banche”.
La causa sarà discussa il prossimo 19 novembre al Tribunale di Sulmona, che ha emesso il decreto ingiuntivo relativo a 274 mila euro di mutuo e 24 mila euro di scopeto di conto corrente.
La Pelino è stata protagonista anche di un’altra vicenda relativa a presunti pagamenti mancati, allorché nella primavera del 2013 acquistò in una boutique di Pescara abiti per 11 mila euro.
I titolari l’accusarono pubblicamente di non aver saldato il conto, la Pelino smentì seccamente e accusò la controparte di non aver emesso scontrini fiscali.
La vicenda, che ha avuto una risonanza sui media nazionali, si è risolta con un accordo bonario tra le parti in tribunale.



