PESCARA – “Il confermato primato di Pescara nella classifica delle città soffocate dallo smog non stupisce, ma fa rabbia”. Lo afferma il consigliere Idv della Provincia di Pescara, Antonella Allegrino che aggiunge:
“Fa rabbia vedere che malgrado sia noto da tempo che l’aria cittadina stia diventando sempre più irrespirabile, non c’è un’azione convinta, incisiva e intelligente da parte del Comune di Pescara, che considera la realizzazione della filovia sulla strada Parco l’unica panacea di tutti i mali. Fa rabbia anche vedere come nulla si muova nemmeno in Provincia che in virtù di atti approvati dal Consiglio nel 2008 e ribaditi di recente in aula, non rende operativa l’Agenzia della mobilità che consentirebbe di realizzare piani di mobilità vasta, che probabilmente non risolverebbero i problemi di Pescara, ma che di sicuro potrebbero cercare soluzioni integrate, valide per tutto il territorio”.
“Le istituzioni, invece, sono assenti. E ogni giorno continuano ad entrare centinaia di migliaia di macchine in città, portando il proprio carico di smog che sta dando problemi non solo alla vivibilità cittadina, ma anche alla salute dei cittadini, bambini in primis, come dimostrano i dati sanitari sull’aumento delle patologie respiratorie nei più piccoli”.
“Inquinamento che non riguarda solo le emissioni dei gas di scarico, ma che riguarda altre emissioni atmosferiche e che anche in questi casi contempla l’assenza di regole sul riscaldamento e condizionatori. Caldaie spesso forzate al punto da produrre climi tropicali d’inverno nei negozi o nei condomini che hanno impianti centralizzati e condizionatori programmati per atmosfere glaciali, invece, d’estate, quando fuori ci sono 40 gradi e dentro 15”.
“Le regole ci sarebbero, non c’è chi le fa rispettare. Come non c’è una sinergia convinta per studiare una mobilità nuova e sostenibile, fatta di parcheggi di scambio e di incentivazione all’uso dei mezzi pubblici, delle biciclette e piste ciclabili, del car-sharing e car-pooling, dell’identificazione di quelle figure, pur obbligatorie dentro gli enti pubblici che sono i city manager della mobilità, di cui non si conosce né il nome, né l’attività in nessun consesso”.
“Spero che i dati sull’inquinamento non siano l’ennesima occasione per scaricare responsabilità pubbliche su chi c’era prima, ma offrano invece a Comune e Provincia il motivo importante ed urgente per sedersi a un tavolo e darsi da fare per il bene della città, di chi la frequenta e di chi la deve scegliere per lavoro o per studio”.




